“Mi sta bene che i detenuti comuni siano recuperati ma i mafiosi no”. Tina Montinaro è la vedova di Antonio Montinaro, capo scorta di Giovanni Falcone, morto nella strage di Capaci trent’anni fa. Ieri sera, a Milano si è confrontata con il senatore Pietro Grasso, la procuratrice aggiunta della Dda di Milano Alessandra Dolci e la vice presidente della Camera Penale di Milano Valentina Alberta sul tema della riforma dell’ergastolo ostativo. Un provvedimento che dovrà essere approvato entro maggio dopo che prima la Cedu e poi la Consulta avevano stabilito l’incostituzionalità dell’esclusione dei benefici penitenziari per gli ergastolani mafiosi che non collaboravano. “Se vivessimo in un mondo ideale i principi affermati dai due organi sarebbero condivisibili – ha commentato la procuratrice Dolci – in astratto è possibile che un soggetto condannato per gravissimi delitti di mafia, a prescindere dalla sua collaborazione, possa fare una rivisitazione critica del suo passaggio criminale. Ma in oltre vent’anni di attività investigativa nella lotta alla ‘ndrangheta non ne abbiamo recuperato nemmeno uno”. Il testo di riforma uscito dalla Commissione Giustizia della Camera è ora in discussione in aula. “Si tratta di un ottimo punto di partenza che può essere perfezionato – conclude il senatore Grasso – è un momento delicato perché da come si farà questa legge discende quella che sarà la lotta alla mafia”.

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