Putin è pazzo? Questo interrogativo si fa strada nei talk show serali che ognuno di noi guarda compulsivamente. L’inquietudine di chi cerca di comprendere il grande dittatore russo ci assale, per cercare di elaborare previsioni sul futuro. Avere a che fare con un pazzo sarebbe terribile, perché ci troveremmo di fronte all’imprevedibilità delle sue azioni ma, d’altro canto, ci tranquillizzerebbe in quanto inconsciamente non ci sentiremmo simili a lui, “non siamo come lui, a noi non capiterà mai di aggredire gli altri”.

Come medico che si occupa della materia vorrei provare a fare un poco d’ordine. Le diciture “pazzo, matto” non hanno un valore scientifico. Sono ancora usate nel linguaggio comune per additare tutti quelli che hanno caratteristiche che a noi non vanno bene. Per colpire qualcuno che non ci piace, diciamo fra noi: “Questo è pazzo!”. E per denigrarlo o svilire la portata delle sue azioni lo additiamo agli altri.

Roba da matti” è un altro epiteto che riserviamo a eventi che ci turbano o ci mettono in apprensione. In campo medico esistono persone che presentano una sofferenza sul livello percettivo (allucinazioni per lo più acustiche in cui sentono una voce che parla e commenta le loro azioni) o del ragionamento (con spunti deliranti in cui ritengono veri ragionamenti scorretti). Fortunatamente, le persone affette da questi disturbi, definiti psicotici sono poche (meno dell’1% della popolazione). Un secondo livello di disturbo mentale sono quelli dell’umore (depressioni, euforie fino alla mania) e dello stato emotivo psicosomatico (ansie) che, al contrario dei primi, sono molto diffusi (varie statistiche parlano di un 10% circa per i disturbi umore e 15-20% per quelli ansiosi).

Un terzo livello di disturbi più sfumato, difficile da diagnosticare e curare, include quelli di personalità. Una vecchia definizione li etichettava come coloro che soffrono e fanno soffrire gli altri. La personalità rappresenta il nostro modo di stare al mondo e di interfacciarci con gli altri. Qualcuno apprezza la solitudine, altri preferiscono i rapporti con tante persone, alcuni sono precisi, al limite della pignoleria, altri vivono bene nel caos. Per qualcuno, essere al centro dell’attenzione è essenziale, mentre altri preferiscono l’anonimato. La somma del nostro modo di comportarci e interagire diviene un tratto distintivo che viene definito come personalità. Si parla di disturbo solo quando aspetti normali divengono talmente ripetitivi e pervasivi da condizionare la nostra e l’altrui vita, provocando sofferenza diffusa.

Il limite è spesso ambiguo. Un poco di narcisismo è frequente in molte persone; potremo parlare di disturbo solo quando questa condizione accettabile si trasforma in un modo di essere incontrollabile. Il soggetto in questione avrà un’autostima grandiosa, fantasie di successi e potere, attese irragionevoli. Di fronte alle difficoltà della vita piomberà nella depressione, senza riuscire ad accettare, ad esempio, l’invecchiamento. Chi è affetto da questo problema e viene definito malato soffre per la sua condizione, provoca dolore nelle persone vicine, sfruttandole, umiliandole, senza empatia, ma utilizzandole per raggiungere i suoi obiettivi.

Putin, per quello che se ne può intuire, non è affetto da alterazioni della percezione, del pensiero dell’umore o dello stato emotivo psicosomatico. Potremmo ipotizzare che sia portatore di un disturbo di personalità. A questo punto ci vengono in soccorso le biografie e le descrizioni dei grandi dittatori della storia. Molti di costoro presentavano aspetti di personalità narcisistica e paranoide, miscelate in modo peculiare.

Per chi volesse approfondire cito il libro: “Il dramma del bambino dotato” di A. Miller. Le caratteristiche narcisistiche le ho prima, sommariamente, descritte. I tratti della personalità paranoide sono: forte diffidenza e sospettosità, timore di essere ingannati e subire aggressioni, sofferenza e tendenza a contrattaccare con violenza e rabbia.

Putin, dopo essere legittimamente arrivato al potere, ha fatto in modo di manipolare la costituzione russa, mantenendo costantemente le redini dello stato. I suoi oppositori fanno una brutta fine, incarcerati o morti. Visivamente lui tende a incarnare il ruolo di capo branco “macho”, che rifiuta di accettare l’invecchiamento (lifting ripetuti, ginnastica compulsiva fino a tre ore il giorno).

Tratti narcisistici e paranoidi sono quindi ipotizzabili. Per dire se si tratta di malattia occorre che queste caratteristiche provochino dolore nell’individuo che, sentendosi insoddisfatto e sofferente, scaricherà sugli altri il tormento interiore, non analizzato e compreso. Non so dare una risposta sull’eventuale afflizione nascosta, di cui potrebbe soffrire il personaggio Putin. Mi limito però a notare che, se fosse affetto da disturbo di personalità narcisistico, misto a disturbo paranoide, le sanzioni occidentali risulterebbero molto pericolose, perché possono determinare umiliazione.

Il messaggio distruttivo che inviamo a un leader che possiede i tratti prima ipotizzati e che controlla un grande arsenale atomico è il seguente: siete poveri e bisognosi delle nostre tecnologie! Ciò potrebbe scatenare reazioni incontrollate. Se fosse vera questa ipotesi, meglio un confronto duro, ma rispettoso, piuttosto che provvedimenti umilianti.

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