Ogni volta è così. Ogni volta che mi capita di leggere o ascoltare qualcosa che lo riguarda ne resto rapito e affascinato. E’ successo anche assistendo al film di Giuseppe Tornatore, Ennio: The Maestro, evento cinematografico per due giorni, 29 e 30 gennaio, e poi nella normale programmazione dal 17 febbraio prossimo. Un documentario gigantesco, una lunga intervista al Maestro appunto. Tutta la vita di Ennio Morricone, la sua storia raccontata con affetto e ammirazione.

Figlio di un trombista, rinuncia agli studi di Medicina spinto dal padre, che da subito lo sprona ad imparare a suonare. La sua formazione musicale inizia nel Conservatorio di Santa Cecilia. Fondamentale fu la guida di Goffredo Petrassi, con il quale ebbe un rapporto altalenante, dapprima conflittuale a causa delle libertà creative che il giovane Ennio assumeva a scapito della purezza musicale richiesta dal suo maestro. Seguirono le prime esibizioni, i primi contratti. I sogni di un ragazzo con la grande volontà di imparare e di crescere.

Centocinquantasei minuti che scorrono senza che te ne accorgi. Decine di testimonianze e ricordi di chi ci ha lavorato fianco a fianco, di chi lo ha conosciuto da vicino, rimanendone ammaliato per sempre. “Un’ eccezione a tutte le regole”, “Un genio”, ” Un Maestro impareggiabile” sono solo alcune definizioni che i numerosi intervistati danno di lui. Da Bertolucci a Montaldo, da Bellocchio ai Taviani, e poi Joffè, Tarantino, Liliana Cavani, fino a Carlo Verdone… la lista è infinita. Il tutto arricchito da memorie, aneddoti e curiosità inedite. Per Clint Eastwood “La sua musica è stata innovativa all’epoca e lo è ancora oggi”.

Nel corso della sua carriera ha composto musiche per oltre 500 film, formando tra gli altri un sodalizio artistico vincente con Sergio Leone, al quale viene riservato un largo spazio di ricordi personali. Gli anni degli spaghetti western. Cinema che è rimasto nella mia memoria di ragazzino. Tante serate incollato davanti alla televisione con mia mamma e i miei zii, da “Il buono il brutto, il cattivo” a “C’era una volta il West”. Quelle melodie diverse per la loro originalità finivano per prevalere sulle trame stesse del film.

Personalmente mi ha divertito molto apprendere la sua carriera di arrangiatore. Ho scoperto che molti successi pop della canzone italiana hanno ricevuto il contributo decisivo di Morricone, che ha trasformato semplici canzonette in brani musicali legati in qualche modo alla colonna sonora della nostra vita. “Sapore di sale”, “Se telefonando”, “Abbronzatissima” per citarne alcuni. Gianni Morandi racconta divertito della lite con Migliacci per “In ginocchio da te”. Dopo settimane di discussioni e vaffa, arrivò la versione finale. E fu un successo clamoroso.

Una lunga carriera di riconoscimenti culminati con l’assegnazione di due premi Oscar. Il primo alla carriera nel 2006 e dieci anni dopo per la miglior colonna sonora di The Hateful Eight. Al suo fianco sempre la sua amata Maria. E’ a lei che dedica le parole più affettuose, l’unico grande amore della sua vita. Era lei la prima che ascoltava ogni suo nuovo brano dando approvazione o bocciatura.

Apprezzabile la regia di Tornatore che, pur avendo avuto con lui oltre 25 anni di frequentazione, si mette di lato rammentando solo alcuni momenti della loro familiarità, dando maggiore respiro alle parole e ai racconti del Maestro, consegnandoci il definitivo omaggio che tutti noi conserveremo nel cuore.

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