Omicron continua a dilagare in Europa anche se la situazione è eterogenea, con alcuni paesi che eliminano le restrizioni e altri che invece devono farei conti con i record di contagi. È il caso del Portogallo, tra i paesi con il più alto tasso di vaccinazione al mondo anti Covid, o la Germania dove però ormai metà popolazione ha ricevuto il booster.

In Portogallo le infezioni da Sars Cov 2 registrate sono state più di 65.700 in 24 ore, mentre sono 41 le persone decedute per complicanze. Superato, quindi, il precedente record di ieri, quando erano stati diagnosticati 65.578 positivi, 131.284 in due giorni. Le autorità sanitarie di Lisbona hanno quindi aggiornato il numero di contagi da inizio pandemia: sono 2.443.524 con 19.744 i decessi. Migliora, comunque, la situazione negli ospedali, dove sono 2.249 i letti occupati, dei quali 147 nei reparti di terapia intensiva. Il maggior numero di contagi si registra nel nord del Portogallo, che nell’ultima giornata ha visto 27.594 positivi e 15 morti. Segue Lisbona e la Valle del Tejo, con 18.590 contagi e 17 decessi. Il Portogallo è oggi il quinto Paese europeo con il maggior numero di contagi per milione di abitanti.

Il numero dei positivi giornalieri ha superato per la prima volta i 200mila in Germania, toccando il record di 203.136 contagi nelle 24 ore. Stando al Robert Koch Institut, i decessi legati al virus sono stati invece 188, in calo rispetto a una settimana fa quando erano stati 234. L’incidenza settimanale ha registrato 1017,4 su 100 mila abitanti. Il tasso di ospedalizzazione è di 4,26 ricoverati nelle terapie intensive su 100mila abitanti. Il ministro della Salute tedesco, Karl Lauterbach, ha più volte sottolineato che l’incidenza continuerà ad aumentare per diverse settimane, fino a raggiungere il picco a metà febbraio: “Per allora dovremo attenderci diverse centinaia di migliaia di casi al giorno”, aveva fato sapere all’emittente Zdf.

Ma prosegue la campagna vaccinale e oltre la metà della popolazione tedesca ha ricevuto la dose booster del vaccino. Circa 43 milioni di persone, corrispondenti al 51,7 della popolazione, hanno ricevuto la terza dose, mentre il 75,6%, pari a 62,9 milioni di persone, ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Obiettivo del governo è portare questo dato all’80% entro fine mese. Stando sempre al Rki, il 73,7 per cento almeno della popolazione ha ricevuto “una piena protezione di base”, ossia due dosi di vaccino o una di Johnson &Johnson. Il 24,4 per cento della popolazione (20,3 milioni) non è vaccinata: per il 4,8%, si tratta di bambini fino ai 4 anni per i quali non è disponibile il vaccino. Anche la Russia deve fare i conti con un alto numero di infezioni. Nelle ultime 24 ore sono stati sfiorati i 90mila casi con un numero record di 88.816 nuovi contagi, mentre i decessi sono 665. Il dato odierno supera il record di ieri, che si avvicinava a 75mila contagi. Mosca si conferma la città con più contagi, con oltre 26.500 nuovi casi. La presenza della variante Omicron è stata confermata in 74 delle 85 regioni del paese. Dall’inizio della pandemia vi sono stati 11.404.617 contagi e 328.770 morti.

Intanto c’è chi superato il picco guarda avanti. Il governo inglese ha annunciato l’alleggerimento delle restrizioni anti-Covid esistenti per le case di cura, in particolare quelle per le visite. A partire da lunedì in Inghilterra non ci sarà alcun più limite al numero di visitatori ammessi per andare a trovare parenti o amici, inoltre il periodo di isolamento per i positivi sarà ridotto da 14 a 10 giorni e verranno attenuate anche le misure per il personale delle strutture. Il cambiamento fa parte del ritorno al piano A voluto dall’esecutivo conservatore a fronte di una diminuzione dei contagi sull’isola, confermata negli ultimi giorni dal numero minore di infezioni dalla variante Omicron. “So quanto sia vitale la compagnia per coloro che vivono nelle case di cura e la grande differenza che fanno le visite”, ha detto il ministro della Sanità, Sajid Javid. L’annuncio arriva proprio nel giorno in cui entra in vigore la revoca del mini green pass per l’accesso a discoteche ed eventi di massa e dell’obbligo legale della mascherina nei luoghi pubblici. Le decisioni del governo vengono prese anche in base al successo della campagna di somministrazione delle terze dosi. Secondo il ministero della Sanità, l’86,5% di tutti i residenti delle case di cura ha ricevuto la vaccinazione di richiamo.

Anche le autorità della regione spagnola della Catalogna hanno soppresso l’obbligo di presentare un Green Pass Covid valido per poter accedere a ristoranti, caffè, sale concerti e palestre: lo pubblica la Gazzetta ufficiale della regione. La decisione arriva dopo che, negli ultimi giorni, è stata registrata una stabilizzazione della situazione epidemiologica. Eliminato anche il limite di 10 persone per riunioni sociali, mentre rimangono chiusi, per il momento, i locali notturni. Il Green Pass non è obbligatorio in Spagna su scala nazionale. Tuttavia, in diverse regioni questo requisito è stato introdotto per accedere a determinato spazi o attività.

La situazione dell’epidemia di Covid-19 è eterogena in Europa, probabilmente a causa delle diverse fasi di diffusione della variante Omicron, con Paesi nei quali i valori dell’incidenza si stanno riducendo, come la Spagna, e altri in crescita, come Francia e Portogallo. “L’analisi delle differenze settimanali delle curve dell’incidenza dei positivi di alcuni degli Stati più grandi tra quelli vicini all’Italia rivela che Spagna, Francia, Portogallo e la stessa Italia fino a due settimane fa avevano un andamento molto simile, con un annullamento della crescita – osserva il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo M. Picone del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) – Successivamente la Spagna diminuiva il valore medio dell’incidenza, assieme all’Italia, quest’ultima con una velocità di discesa molto più bassa”.

Diversa la situazione per Francia e Portogallo, “dove, specialmente per il Portogallo, avveniva una nuova crescita dell’incidenza”. Nel Regno Unito e in Grecia “perdura la già segnalata fase di stasi, iniziata circa dieci giorni fa”. In Germania l’evoluzione della curva è invece più indietro e “negli ultimi 30 giorni circa si rileva una fase di crescita esponenziale, con un tempo di raddoppio degli incrementi pari a circa 11 giorni: molto più grande di quello che ha caratterizzato la crescita in numerose province italiane nelle ultime settimane del 2021, che era tra 3 e 4.5 giorni”. La differenza, secondo Sebastiani, “potrebbe essere spiegata da una bassa prevalenza della variante Omicron al momento in Germania, dall’eterogeneità della situazione epidemica all’interno del Paese e da altri fattori, come la presenza di condizioni più efficaci per il contenimento della diffusione dell’epidemia, ad esempio quelle relative a contact tracing e quarantene”.

Da Israele invece arriva la notizia che la quarta dose di vaccino verrà offerta agli over 18 ma solo a quelli le cui condizioni mediche lo richiedano o che siano a grande rischio per gli effetti del virus. Il direttore generale del ministero della sanità Nachman Ash ha limitato così la somministrazione del secondo booster a casi specifici e solo a distanza di almeno 4 mesi dalla terza dose. Prima di ora, la quarta iniezione in Israele era riservata agli over 60: ad oggi sono oltre 600mila le persone che vi hanno fatto ricorso.

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