Il 12 gennaio scorso – in piena emergenza tamponi con i cittadini in fila per ore davanti alle farmacie – centrodestra ed Italia Viva affondarono l’emendamento di Leu che avrebbe permesso alle parafarmacie di eseguire i test, consentendo di distribuire il carico di lavoro e diminuire i disagi per le persone che avevano necessità di sottoporsi agli esami rapidi. I promotori del provvedimento bocciato parlarono di lobby dei farmacisti in azione al Senato, con l’obiettivo di impedire che le parafarmacie potessero effettuare i test anti Covid. Sospetto avvalorato dal fatto che il presidente dell’Ordine dei farmacisti è Andrea Mandelli, deputato di Forza Italia. Dopo il clamore dei giorni scorsi, oggi la questione è tornata d’attualità. In Lombardia, infatti, il centrodestra ha votato a favore di un emendamento del M5s che prevede la possibilità di fare i tamponi anche in parafarmacia: un via libera, necessario dirlo, avvenuto quando il voto non era più palese e che soprattutto servirà a poco in mancanza di una legge ad hoc che trasformi in fatti le intenzioni espresse con voto segreto da Lega e Forza Italia lombardi.

“Il centrodestra in Consiglio regionale, solo a voto segreto, ha ammesso i disagi subiti dai lombardi per ottenere un tampone anti-Covid e ha votato per togliere il vincolo che impedisce alle parafarmacie di eseguire i test, nonostante abbiano spazi e personale non diverso da quelli delle farmacie. Avevamo sollevato il tema già a dicembre, prima che iniziasse l’ondata di Omicron – ha detto il presidente della commissione regionale d’inchiesta sul Covid Gian Antonio Girelli (Pd) – convinti che andasse ampliata l’offerta di tamponi ai cittadini, ma è stato necessario il caos delle ultime settimane e il voto segreto per superare un veto che il centrodestra ha espresso anche in Parlamento. Il problema dei tamponi non è stata una psicosi, come ha detto in Aula il sottosegretario Turba, ma un disagio vero che ha riguardato decine di migliaia di lombardi”.

Secondo diverse stime, la possibilità di effettuare tamponi nelle parafarmacie aumenterebbe la capacità diagnostica di circa il 20%, decongestionando almeno in parte le lunghe fila che nelle ultime settimane hanno interessato farmacie e drive through. Va ricordato che secondo un’indagine realizzata dal Centro studi di Conflavoro Pmi nei 14 giorni di festività natalizie sono stati oltre 8,5 milioni i tamponi rapidi antigenici a cui si sono sottoposti gli italiani per una spesa complessiva di 126 milioni di euro. “Poco prima, a voto palese, gli stessi esponenti del centrodestra avevano bocciato una mozione a firma Pd che chiedeva di aumentare l’offerta pubblica di tamponi e di rimborsare chi, pur avendone diritto per accertare la positività e per uscire dalla quarantena, è stato costretto a ricorrere ai test a pagamento” ha fatto sapere Girelli.

“L’approvazione di questa mozione è un enorme successo per il Movimento Cinque Stelle. Ho chiesto al governo regionale di attivarsi al fine di aprire anche alle parafarmacie e agli infermieri libero professionisti, che già privatamente fanno tamponi senza poterli registrare, l’accesso al sistema regionale di gestione dei tamponi”, ha dichiarato il consigliere pentastellato Gregorio Mammì. “Ritengo si tratti di soluzione semplice e immediatamente realizzabile, dal momento che all’interno delle parafarmacie lavora personale con il medesimo percorso di studi e la medesima preparazione, di quello che lavora all’interno delle farmacie. La Giunta ha tentato di difendere una visione politica miope che piega le Istituzioni ad interessi che non sono quelli dei cittadini, ma di una precisa categoria. Ringrazio i colleghi Consiglieri per aver votato nell’interesse dei cittadini, arrivando a sconfessare la loro stessa maggioranza”. Insomma: un passo in avanti, in attesa di una legge che sancisca il definitivo via libera.

E a questo proposito, dopo il voto lombardo è intervenuta anche la deputata 5 Stelle Stefania Mammì, per confermare che la battaglia nazionale continua: “Solo pochi giorni fa ho depositato, al Decreto Milleproroghe, due emendamenti su entrambe le questioni che adesso saranno ripresentati al Decreto obbligo vaccinale e avevo presentato la scorsa settimana una interrogazione al Ministero della Salute per chiedere di autorizzare gli infermieri liberi professionisti a rilasciare il Green Pass dopo l’esecuzione dei tamponi. Queste soluzioni sono semplici e realizzabili, gli infermieri, che sono la figura professionale più idonea, potrebbero aver da subito accesso alle piattaforme di segnalazione dei tamponi”.

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