BERLUSCONI AL QUIRINALE? NO GRAZIE. Firma anche tu la petizione su Change.org

“Riteniamo un’offesa alla dignità della Repubblica e di milioni di cittadini italiani” la candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale. Lo si legge in un appello ai grandi elettori del capo dello Stato promosso dalla fondazione Lelio e Lisli Basso – uno dei più prestigiosi centri internazionali di ricerca e formazione culturale – e redatto dai tre giuristi Luigi Ferrajoli, Gaetano Azzariti e Franco Ippolito. A firmarlo già tre ex presidenti della Corte Costituzionale – Valerio Onida, Gustavo Zagrebelsky e Gaetano Silvestri – e molti altri autorevoli costituzionalisti e studiosi di diritto (tra cui Paolo Caretti, Lorenza Carlassare, Mario Dogliani, Riccardo Guastini, Francesco Pallante, Roberto Romboli, Massimo Villone, Mauro Volpi, Vladimiro Zagrebelsky, Roberto Zaccaria). Ma anche filosofi della politica (Giacomo Marramao, Marco Revelli, Nadia Urbinati) e personalità culturali come Dacia Maraini e Carlo Ginzburg. Uniti nel chiedere ai parlamentari e ai delegati regionali che sceglieranno il nuovo presidente di non votare per l’uomo di Arcore, il pregiudicato per frode fiscale ed ex piduista scelto dal centrodestra come candidato di bandiera nella corsa al Colle.

Nel documento, intitolato “Considerazioni per gli elettori del Presidente della Repubblica”, si legge che il capo dello Stato “dev’essere espressione dell’unità nazionale, come richiede l’articolo 87, primo comma della Costituzione. È garante di questa Costituzione e deve assicurare fedeltà ad essa, come impone l’articolo 91. L’ufficio di presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica, come è preteso dall’articolo 84, secondo comma. Egli presiede il Consiglio superiore della magistratura a garanzia dell’autonomia e indipendenza dell’ordine della magistratura da qualsiasi altro potere, come è scritto negli articoli 87 e 104″. Berlusconi, notano gli studiosi, “protagonista di uno scontro che per lunghi anni ha diviso il nostro Paese, già esponente della loggia P2 che aveva come fine l’instaurazione in Italia di un’altra Repubblica, titolare tuttora di un vistoso conflitto di interessi, condannato per gravi reati, prosciolto per prescrizione da delitti di corruzione e tuttora imputato in procedimenti penali, non ha i requisiti per poter svolgere le funzioni di Capo dello Stato. Riteniamo pertanto un’offesa alla dignità della Repubblica e di milioni di cittadini italiani il fatto che venga candidato a presidente della Repubblica”, conclude l’appello.

Nella petizione lanciata dal Fatto ai parlamentari della Repubblica – già sottoscritta da 345mila cittadini, uno dei risultati più importanti nella storia della piattaforma change.org – i fondatori del giornale Antonio Padellaro, Peter Gomez e Marco Travaglio ricordano che il Presidente della Repubblica dev’essere il garante della Costituzione, mentre Silvio Berlusconi è il garante della corruzione e della prostituzione, non solo sul piano giudiziario, mentre la Costituzione l’ha violata prima e dopo il suo ingresso in politica. Ha prostituito ai suoi interessi privati non soltanto le sue escort, alcune minorenni, ma soprattutto i principi costituzionali che aveva giurato di difendere per ben tre volte da presidente del Consiglio. È stato condannato in via definitiva per avere frodato il fisco, derubando lo Stato che ora vorrebbe presiedere, occultando immense fortune nei paradisi fiscali. E, da pregiudicato, pretende di guidare il Csm che decide sulle carriere dei magistrati. Ha abusato dei pubblici poteri per piegare il Parlamento ad approvargli 60 leggi ad personam, era affiliato alla loggia occulta P2, ha corrotto parlamentari per ribaltare le sconfitte elettorali. Per queste e altre ragioni – è la conclusione – “chiediamo a tutti i parlamentari di non votarlo alla Presidenza della Repubblica. Anzi, di non parlarne proprio. E, se possibile, di non pensarci neppure“.

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