Dalla mia finestra, circondato dai cantieri, vedo il caporalato, uomini al lavoro senza uno straccio di sicurezza, i mezzi pesanti bloccare la strada, il capocantiere e un operaio che stanno per picchiarsi, una macchina dei carabinieri che arriva per sedare una lite, le risse verbali che scoppiano per conti non saldati, il capo che getta in terra i documenti di un operaio che viene invitato a non farsi più vedere, Covid free. Eppure, stando al mio vicino, il problema sono i pavoni che si riproducono e minacciano i bambini, devastano il gazebo nel giardino, rovinano il parquet di un appartamento, fanno la cacca ovunque. E non indossano la mascherina.

Ecco il popolo: ognuno, a suo modo, ci vede sempre meno chiaro, si sforza di aver fiducia, sospira e conta fino a dieci sperando. E’ antropologico: se non hai risposte hai due soluzioni. La prima è spiegare tutto con la mitologia, qualcosa che la scienza esclude ma che a te dà la pace della fede: è così, basta. La seconda è trovare un colpevole. Sei come in una enorme sala d’attesa, hai il numero, ma il contatore non si muove e nessuno ti dice a che punto siamo e se lo fa hai la certezza che nulla cambia. Sei sempre in attesa. Ti guardi intorno e cerchi tracce di colpevolezza. Il mio vicino le ha trovate nei pavoni, un altro darà la colpa al complotto, un altro ancora a chi non ha rispettato l’attraversamento pedonale e via così.

Gli adulti sono come bambini: se non gli dai gli strumenti per elaborare la trama sono costretti a farsene una tutta loro e quasi sempre è quella sbagliata, ma ha uno scopo: trovare un colpevole, qualcuno contro cui accanirsi, qualcuno che sia responsabile di tutto sul quale riversare ogni colpa.

Così stiamo noi. Vaccini, scuole, Ffp2, normalità, tamponi… qualcuno dovrà pagare e pagherà tutto, qualcuno è colpevole, me lo sento. Esasperazione e ignoranza, non importa chi ha ragione, non più: importa dare una forma alla rabbia e questa forma sta nel “colpevole”. Ogni volta che guardo un Tg o leggo un giornale o mi faccio l’ultima dose sono sempre più convinto: è colpa dei pavoni.

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