di Elena Dragagna, avvocato, Gilda Ripamonti, giurista, Remo Bassini, giornalista e Sara Gandini, epidemiologa/biostatistica

Il gruppo “Goccia A Goccia” che abbiamo fondato un anno fa e che riunisce professionisti provenienti da diversi ambiti, ha inviato, lo scorso 30 dicembre, una comunicazione formale al Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Al Garante è stato fatto presente che, a causa delle chiusure scolastiche (ma non solo), i giovani hanno subito danni di una certa entità: ci sono preoccupanti evidenze di aumento di malesseri psicologici, ricoveri per disagi psichici, tentati suicidi.

Le misure attinenti al Green Pass (“base” e poi “rafforzato”) stanno ulteriormente incidendo sui ragazzi e sul loro equilibrio psico-fisico.

Le misure prese dal governo con il decreto in vigore dal 10 gennaio prossimo e fino al 31 marzo 2022 (data di proroga dello stato d’emergenza) riguardano numerosi ambiti: dal trasporto pubblico anche locale (con obbligo anche di utilizzo di mascherina ffp2, con relativi e non indifferenti costi per le famiglie), alla ristorazione per finire agli sport come calcio e nuoto e alle attività culturali nei centri sociali o ricreativi. Il tutto, anche quando si tratti di attività svolte all’aperto.

Ai ragazzi non vaccinati o guariti dai 12 anni in avanti saranno dunque precluse numerose attività, essenziali per il loro sviluppo psicofisico. Di fatto, l’obbligo di Green Pass rafforzato anche per il trasporto locale e regionale, lo rende necessario per qualsiasi spostamento, quindi anche per raggiungere la scuola, con grave pregiudizio per il diritto allo studio.

Le ultime disposizioni normative hanno inoltre previsto trattamenti differenziati tra chi è vaccinato e chi no rispetto alla durata delle quarantene, esponendo sempre di più i giovani a misure discriminatorie.

Le disposizioni in oggetto – oltre a forzare e snaturare il senso della normativa che vuole il consenso stesso informato ma anche e soprattutto libero da condizionamenti esterni e consapevole – violano il disposto dell’art.32 della Costituzione, che permette di non sottoporsi a un trattamento sanitario se non obbligatorio per legge.

Ma ora come ora, la necessità di essere vaccinato (o guarito) per l’accesso al trasporto in primo luogo e, poi, a quasi tutte le attività culturali, sportive e ricreative, rende, anche se indirettamente, la vaccinazione obbligatoria.

Garantire ai giovani una crescita armoniosa all’interno delle formazioni sociali e la partecipazione libera alle attività scolastiche dovrebbe essere al primo posto tra le preoccupazioni del governo. Purtroppo, si assiste al contrario.

Non solo la nostra Costituzione (artt.2 e 3) riconosce e garantisce i diritti individuali e la pari dignità di tutti i cittadini – e le norme sulla certificazione verde vanno contro tali previsioni costituzionali – ma tutto ciò è ancor più grave poiché riguarda persone giovani, che hanno diritto ad un sereno e completo sviluppo, di cui lo Stato dovrebbe occuparsi.

La tutela che qualsiasi ordinamento deve riservare ai giovani deve essere “rafforzata”, proprio in ragione della loro vulnerabilità, ed è questo un obbligo che gli Stati firmatari della Dichiarazione Universale dei diritti del Fanciullo (New York 1959) hanno specificamente assunto, impegnandosi alla tutela dei diritti dei minori da godere “senza distinzione di sorta” e alla protezione del fanciullo contro le pratiche discriminatorie.

Altre norme si occupano di tutelare l’interesse del fanciullo, ricordando e ribadendo che si tratta di un interesse “superiore”: precipuamente la Convenzione Onu del 1989 sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, poi ratificata in Italia.

Alla luce della grave situazione sopra esposta, il Gruppo Goccia a Goccia ha invitato pertanto il Garante ad intervenire urgentemente presso le Istituzioni, richiamandole al massimo rispetto e tutela della vita psico-fisica, sociale e culturale degli studenti anche attraverso (ma non solo) l’abolizione immediata di Green Pass e Green pass rafforzato, strumenti non utili dal punto di vista epidemiologico ed estremamente dannosi per il mondo giovanile, già molto provato dalla pandemia e dalla misure prese per tentare di arginarla, che poco o nulla hanno tenuto in conto i loro diritti fondamentali.

Appello completo a questo link

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