Più del doppio dei contagi rispetto a domenica scorsa e un tasso di positività che arriva al 21,9% per via del crollo del numero dei tamponi. La prima domenica del 2022 sono 61.046 i nuovi casi di positività al coronavirus individuati in Italia, frutto di appena 278.654 test antigenici e molecolari effettuati nelle ultime 24 ore, dopo che negli ultimi giorni i tamponi effettuati avevano sempre superato il milione. Il bollettino del ministero della Salute comunica altri 133 morti. Il numero dei ricoverati Covid sale a 11.756 (+491 da sabato), i posti letto occupati in terapia intensiva diventa 1.319. Il saldo tra entrate e uscite è di +22 in una domenica da 104 nuovi ingressi in rianimazione. I casi attualmente positivi sono 1.070.537, crescono di oltre 48mila in sole 24 ore.

Il confronto con sette giorni fa (il 26 dicembre i casi furono 24.883) mostra quanto la curva dei contagi sia ancora in ascesa. Su base settimanale si contano 680.688 nuovi positivi in sette giorni, il 163% in più rispetto a quelli registrati nella settimana precedente. Un dato che è in parte l’effetto di un numero di tamponi complessivo molto più elevato (6.192.041 contro 4.986.419) ma che certifica anche come Omicron stia spingendo ancora verso l’alto la crescita dei contagi. Un numero così alto di nuovi positivi si riflette anche sugli ospedali: da lunedì a domenica i ricoverati per Covid in area medica sono aumentati di 2.536 unità: l’incremento è del 70% più alto rispetto al +1.494 della settimana dal 19 al 26 dicembre.

Anche i pazienti Covid che hanno bisogno di un posto letto in terapia intensiva continuano a crescere, ma a un ritmo più basso: i nuovi ingressi in terapia intensiva da lunedì ad oggi sono stati 837, il 29% in più rispetto a 647 della scorsa settimana. Un andamento che sembrerebbe confermare le ipotesi che stanno emergendo dai primi studi su Omicron, una variante molto più contagiosa rispetto alle precedenti ma meno letale. I decessi che vengono registrati in Italia ogni giorno sono ancora tristemente alti: più di mille negli ultimi sette giorni. Il confronto settimanale (1.035 contro 970) dice però che l’incremento si ferma al 6,7 per cento.

I dati regionali – Con un numero di tamponi così bassi, crolla anche il numero dei contagi Regione per Regione. L’unica a registrare una crescita rispetto a sabato è la Puglia, che oggi comunica 3.451 nuovi contagi contro i 3mila di ieri. La Lombardia invece ha individuato oltre un terzo dei contagi in meno da sabato, ma resta la Regione con più casi: 10.425 in 24 ore. È seguita da Emilia-Romagna (9.090 nuovi positivi), Lazio (7.993), Toscana (6.367), Campania (5.192), Sicilia (3.964), Veneto (3.816) e Piemonte (2.619). Oltre i mille casi in un giorno anche Liguria, Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo.

La situazione negli ospedali – La Regione che si avvicina di più alla zona arancione è la Liguria (già ufficialmente gialla), con il 22% dei posti occupati per Covid in terapia intensiva – oltre la soglia limite del 20 – e il 28% in area non critica, a soli 2 punti percentuali dalla soglia limite del 30. In aumento rispetto a sabato anche Lombardia, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Sicilia, Toscana e Umbria. In Lombardia l’occupazione in terapia intensiva è ora al 15%, in area non critica arriva al 19%. Nelle Marche le percentuali sono al 19% e 22%, in Abruzzo 12% e 14%, in Emilia-Romagna 14% e 15%, in Sicilia 12% e 21%, in Toscana 14% e 13%, in Umbria 9% e 20% e nella provincia autonoma di Trento 22% e 20%. La media nazionale è stabile, con il 14% di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e il 18% in area non critica.

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