La puntata di “Domenica In” del giorno di Santo Stefano doveva essere trasmessa in diretta ma causa Covid-19 è saltata in extremis. Così il gruppo di lavoro ha scelto di dare spazio a un’intervista inedita, ma registrata in precedenza, a Il Volo e a seguire la riproposizione di interviste già trasmesse, come quelle di Carlo Verdone e Zucchero. Un caso di positività, avevano scritto diversi siti, tra i collaboratori del contenitore condotto da Mara Venier. Da qui il protocollo aziendale e il successivo stop.

“Il problema è che il regista della nostra trasmissione ha scoperto di avere avuto un contatto con delle persone positive. E così, anche in assenza di sintomi particolari, ha dovuto responsabilmente mettersi in isolamento”, ha spiegato Mara Venier in un’intervista al Messaggero: “Questa mattina ha fatto un tampone ed era negativo. Smentisco che ci sia stato un positivo in studio. Nessun positivo, solo il regista in isolamento. Fra qualche giorno si sottoporrà a un altro tampone, e speriamo che continui a dare esito negativo. Bisogna avere molta pazienza ed essere scrupolosi. In questo periodo va così. Perché non siamo andati in onda con un altro regista? Siamo rimasti tutti a casa, per prudenza, d’accordo con il direttore di Rai1 Stefano Coletta. Per fortuna avevo già registrato l’intervista con Il Volo, che era venuta molto bene”, ha continuato la conduttrice veneta.

Una decisione non condivisa da Matteo Bassetti, per il direttore della clinica di Malattie Infettive all’Ospedale San Martino di Genova i protocolli attualmente in vigore sono da rivedere al più presto: “Questo non dovrà più succedere. Che facciano presto a cambiare regole incomprensibili“, ha scritto in una stories pubblicata su Instagram, contenuto ripostato proprio da Mara Venier.

“Il Natale 2021 è completamente diverso dal Natale 2020: non possiamo continuare a mettere in atto le stesse misure di un anno fa, quando nessuno era vaccinato. Stiamo correndo dietro al virus, rischiamo di farci fregare un’altra volta. La quarantena andrebbe riservata solo ai positivi, non ha senso chiudere in casa anche i familiari e i contatti stretti, se sono in salute. Per non parlare dell’isteria da tamponi: i vaccinati dovrebbero farselo solo se hanno sintomi. Peraltro ricordiamo ancora una volta che il tampone dà una falsa sicurezza, perché è l’istantanea di un attimo e può dare falsi negativi”, ha spiegato nelle scorse ore l’infettivologo.

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