Lo stadio Meazza resterà in piedi almeno fino alle Olimpiadi invernali del 2026, ma intanto Milan e Inter hanno già scelto il suo successore: la Cattedrale. Il concept presentato dallo studio Populous è risultato essere il progetto prescelto dai due club per il nuovo impianto a San Siro. “Nelle prossime settimane saranno finalizzati i dettagli per definire termini e sviluppo della progettazione del Nuovo Stadio di Milano“, si legge in un comunicato congiunto. L’annuncio del progetto vincitore, che ha battuto la concorrenza degli Anelli di Manica-Cmr e Sportium, arriva contestualmente alla conferma da parte dei comitati Coordinamento San Siro e SiMeazza dell’intenzione di procedere con un ricorso al Tar contro la delibera di pubblico interesse da parte della giunta comunale di Milano del 5 novembre 2021.

Proprio la delibera viene citata nel comunicato di Inter e Milan: è prevista, oltre alla costruzione del nuovo stadio, “la riconfigurazione dell’area dove attualmente sorge il Meazza attraverso la creazione nella zona di San Siro di un distretto per lo sport e il tempo libero, con un nuovo parco pubblico di circa 50mila metri quadri di verde filtrante, nonché un’ulteriore significativa riduzione delle volumetrie accessorie, fino al limite previsto dal Piano di Governo del Territorio“. In seguito alla delibera, i club hanno accelerato il processo decisionale per finalizzare la scelta di Populous e avviare, successivamente, la progettazione definitiva, che richiederà alcuni mesi di lavoro con l’obiettivo di arrivare ad una presentazione di un progetto completo nel corso del 2022.

Nel frattempo i comitati che si battono per evitare l’abbattimento dell’attuale stadio promettono battaglia: Gabriella Bruschi per conto del Comitato Coordinamento san Siro, e Luigi Corbani per conto del Comitato SiMeazza hanno dato mandato agli avvocati Veronica Dini, Felice Besostri e Roberta Bertolani per procedere con il ricorso al Tar. “I tempi del ricorso sono stretti: occorre depositarlo entro il 4 gennaio“, si legge nel comunicato del Coordinamento San Siro, che lancia anche la raccolta delle firme per l’adesione. “Si sottolinea che il ricorso non è riservato ai soli residenti, che comunque saranno i primi firmatari: vista la rilevanza del progetto, infatti, potrà agire in giudizio anche una platea molto più ampia di cittadini”, si legge ancora nel comunicato. “Questa è una delle molte azioni in campo nella direzione di tutelare lo stadio Meazza, che può essere ammodernato, evitando di costruire un altro impianto e altri edifici imponenti sopra un’area verde, che potrebbe invece essere messa a disposizione della cittadinanza. Così come potrebbe essere riqualificata l’area circostante con servizi non così impattanti”, si legge ancora nel comunicato firmato da Gabriella Bruschi.

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