Ci voleva lo sciopero generale per collocare il Tg1 e il Tg3, testate da poco dirette da due donne, per obiettività informativa addirittura al di sotto sia del Tg2 che del Tg5. Lo sciopero viene relegato dalle due direttrici a notizia secondaria, dopo l’ennesima cronaca infinita su Mario Draghi, virus, pandemia, vaccini e bambini, un tema dal quale l’informazione tutta non riesce ad affrancarsi, schiacciata su di esso al di là delle reali urgenze del racconto giornalistico.

Così, il primo sciopero generale dopo molti anni viene relegato nei due principali tiggì Rai nelle pagine interne, snobbato, quasi silenziato da scelte che privilegiano la retorica filogovernativa mainstream.

Anche lo spazio riservato ai commenti dei rappresentati politici, ai Salvini, ai Tajani, ai Meloni che ne criticano la convocazione e agli imbarazzi giallorossi che chiosano i servizi sullo sciopero aiutano alla bisogna: si sa, l’ultima parola è quella che conta. Forse mai come in questa circostanza uno sciopero era stato trattato, da molto tempo a questa parte, con tale distratta supponenza dai mezzi d’informazione pubblica. Nemmeno negli anni d’oro del Caimano.

Monica Maggioni è quella che silenzia meglio. Al Tg1 delle 13.30 è la quarta notizia nei titoli (depotenziata negli stessi titoli dai distinguo della Cisl e dai quelli dei partiti): arriva solo dopo 15 infiniti minuti di un resoconto dove ci sono Sergio Mattarella e il Papa, Draghi a Bruxelles, i bambini che si vaccinano, i controlli Covid alle frontiere. Nell’edizione delle 20 è quasi del tutto scomparso: fuori dai titoli c’è solo un breve servizio dopo 20 minuti.

Non dissimile il Tg3, dove Simona Sala fa concorrenza in peius alla Maggioni: nelle due principali edizioni gli dedica un po’ più di spazio nei servizi, ma l’evento resta assolutamente in secondo piano e non è tra i primi tre titoli di apertura.

Insomma, le due neodirettrici si fanno surclassare in fatto di attenzione al mondo del lavoro dai loro colleghi uomini sia al Tg2, dove la notizia è collocata nei titoli al secondo posto dopo l’incontro tra il Papa e Mattarella e nel resoconto giunge dopo quattro minuti, che dal Tg5, dove perfino Mimun fa meglio del duo Maggioni-Sala, addirittura aprendo il Tg5 delle 13 con la piazza sindacale.

Per i telegiornali pubblici non è stata una bella pagina di informazione.

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