“Noi chiediamo normative d’urgenza per dare risposte subito nel contrasto alle delocalizzazioni e alle chiusure delle grandi aziende” così il vicesegretario del Pd, Peppe Provenzano, a margine dell’Agorà democratica di Genova sul tema del lavoro. Rispetto alla proposta di legge anti-delocalizzazioni che è stata depositata in Parlamento nel novembre scorso dal senatore di Potere al Popolo Matteo Mantero, ora diventato emendamento (n.85.0.11) alla legge di Bilancio, elaborata direttamente dal Collettivo di Fabbrica Gkn assieme a un gruppo di giuristi solidali l’ex ministro per il Sud puntualizza: “Diversi nostri deputati sono disponibili a sostenere quella proposta, ma il problema è che prevede un’iter parlamentare complesso, mentre qui serve un decreto d’urgenza, per questo abbiamo lavorato e il tentativo è quello di superare resistenze all’interno del governo”.

Per Provenzano, infatti, il problema è proprio quello di convincere gli alleati di governo, in particolare “l’opposizione non dichiarata a provvedimenti anti-delocalizzazioni del ministro Giorgetti”. Lo scopo del decreto di urgenza proposto dal Pd non è poi diversa dalla proposta di legge ed è volto a introdurre norme per impedire che si ripetano casi come quello della Gkn e che tutelino l’occupazione e il tessuto produttivo da atteggiamenti predatori.

Anche per Arturo Scotto, coordinatore di Articolo 1 presente ai lavori dell’Agorà democratica sul lavoro, ci sarebbe forte ipocrisia da parte delle destre: “È un paradosso che mentre torniamo a prendere parola sul lavoro sembriamo in affanno rispetto a una destra che propone un sovranismo à la carte: quando si tratta di colpire sui più deboli è in prima fila, quando si tratta di contrastare le delocalizzazioni Salvini sta zitto, non dice una parola”.

Per il Pd la politica deve recuperare il terreno lasciato (in questi decenni) ai giganti della finanza: “Il tema è mettere al centro la responsabilità sociale prevista dalla Costituzione, ripensare ai piani industriali, ridare voce a lavoratori e comunità locali, intervenire sulle normative europee per ridurre gli squilibri fiscali che mettono i lavoratori di un paese contro i lavoratori di altri paesi”.

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