C’è qualcosa di incredibile in questo Natale: un abete centenario in Piazza San Pietro. Ovviamente non è una notizia il fatto che si sia tagliato un abete per celebrare il Natale, né che un simbolo laico del Natale come l’abete sia eretto nel cuore della cristianità. La notizia è che un abete di 113 anni sia stato segato, gli sia stata tolta la vita, per poi sistemarlo in quella piazza in cui il papa redarguisce l’umanità per i crimini che essa commette, che siano fra gli uomini stessi o contro la natura.

Personalmente, non so voi, ma io trovo quantomeno singolare che il papa possa affacciarsi dalla sua finestra e non avere un sentimento di repulsione al vedere quel magnifico abete morto eppure inghirlandato a festa. E non mi si venga a dire che non sapeva nulla del taglio: magari non avrà firmato personalmente l’autorizzazione (chiedo venia, non conosco la burocrazia vaticana), ma avrà sicuramente per lo meno immaginato che sarebbe arrivato l’ennesimo maestoso abete in vista del Natale. Ma qui entriamo nel campo scivoloso di cosa sia la dottrina cristiana e di come essa concepisca il rapporto uomo-natura: l’uomo è pur sempre il guardiano del creato, e si può perciò permettere questo e altro.

Stupisce però la discrasia fra pensiero e azione del sommo pontefice. Così come invece non stupisce che gli organi di informazione abbiano riportato la notizia con titoli roboanti. Così Rai News: “L’albero di Natale è arrivato in Vaticano: è un abete rosso di 113 anni alto 28 metri, la pianta maestosa pesa 80 quintali e proviene da Andalo in Trentino.” Così Il Messaggero: “Vaticano, un abete di 113 anni in Piazza San Pietro: ecco l’albero di Natale.” Fuori dal coro, una volta tanto, La Stampa, che riporta anche le voci indignate di alcuni cittadini di Andalo, il comune che ha donato l’albero morto.

E poi ci sono i soliti rompiballe di ambientalisti che sui social sottolineano se sia il caso di questi tempi esporre il cadavere di un albero centenario. Il 10 dicembre alle 17 inaugurazione del presepe e illuminazione dell’albero. Dimenticavo: l’albero avrà addobbi in legno, ecosostenibili

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