Sogni infranti: sono un po’ il leit motive dell’avventura Champions del Milan, terminata ai gironi dopo la sconfitta di questa sera a San Siro contro il Liverpool per 2 a 1. Sogni, come quello iniziato ad Anfield nella gara del ritorno in Champions dopo 7 anni, quando i rossoneri si erano trovati meritatamente in vantaggio per 2 a 1. Infranto dai goal di Salah ed Henderson per il 3 a 2 finale per il Liverpool. Così come avevano sognato i tifosi nella gara successiva quando Rafael Leao aveva regalato il vantaggio, per poi finire con una nuova sconfitta a causa dei gol all’84esimo di Griezman e addirittura al 97esimo di Suarez su rigore.

Così stasera: il vantaggio di Tomori, le carezze all’idea di vedere la squadra di Pioli agli ottavi e poi chissà…ma il poi in questo caso non è andato così lontano, non oltre la rimonta del Liverpool e conseguente risveglio. Era difficile? Certo, molto. Ma non impossibile e questo lascia l’amaro in bocca in considerazione degli errori e della serata no di alcuni degli uomini più attesi, Ibra su tutti, quasi impalpabile e controfigura del calciatore che si ammira in Serie A, e poi Kessie.

Che non fosse impossibile lo dimostra il fatto che il Liverpool a San Siro schiera nell’undici iniziale pochissimi titolari: giusto Alisson, Manè e Salah. E certo, la facoltà di leggere ironia in quel “giusto” è assolutamente legittima.

Turn over annunciato per Klopp, visto che il Liverpool era già abbondantemente qualificato agli ottavi. Pioli per contro a quella qualificazione prova ad aggrapparsi con tutti i titolari schierabili più Messias per non lasciare nulla di intentato, neppure la scaramanzia. E la speranza, fondamentale in serata vista la necessità di un risultato utile a Oporto, nella gara tra Porto e Atletico Madrid.

E in una squadra superoffensiva con Ibra, Messias, Diaz e le sortite continue di Theo Hernandez, ad alimentare quella speranza ci pensa un difensore: Fikayo Tomori, che si avventa al 30esimo su una incertezza di Alisson, una respinta corta su calcio d’angolo, portando il Milan in vantaggio. Dura poco: Maignan mostra che se sbaglia Alisson può farlo anche lui nella stessa maniera. Ed è vero che Salah è Salah, ma per l’egiziano è persino troppo facile appoggiare in porta il pallone che gli arriva sulla respinta corta dopo il tiro di Chamberlain.

E gli errori sono purtroppo una costante nella serata del Milan: a inizio secondo tempo ne arrivano un po’, fino a quello fatale di Tomori che liscia un pallone da controllare con tutta tranquillità aprendo il campo al Liverpool, e non basta una gran parata di Maignan, visto che sulla respinta si avventa Origi che porta in vantaggio i reds. Poi poco altro, il Milan si disunisce e sembra non crederci più: solo nel finale Kessie ha un’occasione ma la spara addosso ad Alisson, mentre l’Atletico vincendo tre a uno a Oporto chiude le speranze residue del Milan. Il Milan perde anche la speranza di accedere all’Europa League: ma forse non è del tutto un male, potendosi concentrare solo sul campionato.

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