La Germania è tornata a registrare un numero di decessi nell’arco di 24 ore che non si vedeva da oltre nove mesi. In un giorno sono stati 446 i pazienti Covid deceduti, il massimo dai 490 del 20 febbraio. E pure rimangono circa la metà di quanti si era arrivati a contarne nel pieno della seconda ondata, alla fine dello scorso anno, e questo malgrado il fatto che il numero delle infezioni sia attualmente molto più alto: secondo gli esperti, queste cifre si spiegano con le vaccinazioni che proteggono efficacemente dalle forme più gravi della malattia.

Ma il dilagare del contagio fa paura all’esecutivo e così la portavoce del governo tedesco, Ulrike Demmer, è tornato a parlare di “situazione drammatica”, spiegando che la Germania è arrivata “al punto che bisogna pensare a nuove strade per fronteggiarla”. Le nuove misure sono in via di decisione a Berlino – che saranno varate nel vertice Stato-Regioni di domani – e già martedì Olaf Scholz ha annunciato un processo legislativo per introdurre l’obbligo di vaccino generalizzato. Una decisione che spetterà al Bundestag, è stato chiarito dal cancelliere in pectore, alla luce della bassa quota di vaccinati nella Repubblica federale pari al 68,6%.

E intanto in Austria tornano a salire i nuovi contagi: nelle ultime 24 ore, le infezioni accertate sono state 10.367 (+0,9% rispetto a ieri). I pazienti curati in ospedale sono 3.376 (-3,3% di ricoveri) 649 dei quali in terapia intensiva (+1,1% rispetto a ieri). Così il Parlamento ha deciso di estendere di dieci giorni il lockdown imposto per contenere la diffusione dopo l’emergere della variante Omicron e in vista del Natale. A renderlo noto è il quotidiano Die Presse affermando che la mozione è stata approvata dal Partito popolare austriaco al governo e dai Verdi, con il sostegno del Partito della Libertà.

Il Parlamento ha anche approvato una modifica degli orari di apertura dei negozi, che da domani dovranno chiudere alle 19 invece che alle 21. Il governo si è tuttavia impegnato a revocare le misure di restrizione il 12 dicembre per coloro che sono vaccinati o sono guariti di recente. Vienna ha anche annunciato che saranno inflitte multe fino a 7.200 euro per chi non si sarà vaccinato entro febbraio.

Anche in Francia la situazione sanitaria si “sta aggravando molto nettamente e molto rapidamente”, ha spiegato il portavoce del governo Gabriel Attal, annunciando un’accelerazione della campagna di vaccinazione per le terze dosi. Attal ha parlato di una “ripresa massiccia dell’epidemia” con i 47.177 casi del bollettino di ieri, “un livello mai raggiunto dalla primavera”. “I ricoveri sono aumentati del 40% l’ultima settimana – ha detto il portavoce – Il numero di ricoverati ha superato la settimana scorsa la barra dei 10mila, per la prima volta dal mese di agosto”. Tutte le regioni salvo la Normandia, ha detto ancora Attal, sono “sopra la soglia d’allerta” di un incidenza di 200 casi per 100mila abitanti. E in 15 dipartimenti, fra cui Parigi, Rodano e Bocche del Rodano, il tasso d’incidenza supera i 400 casi, nell’Ardeche sfiora i 600.

Lo ‘stato di calamità’ è stato dichiarato per la seconda volta quest’anno dal Portogallo che prova così a piegare il trend dei contagi, nonostante abbia uno dei tassi di vaccinazione più alti d’Europa. Lo stato di calamità è un passo al di sotto del livello di allerta più alto del Paese. Nell’ambito delle nuove misure in vigore da oggi, Lisbona rafforza il controllo dei passeggeri in aeroporti, porti e confini di terra, richiedendo test negativi per la maggior parte dei visitatori in entrata. Le mascherine sono di nuovo obbligatorie negli spazi chiusi e sono necessari vaccino o attestazione di guarigione per accedere a ristoranti, cinema, palestre e hotel.

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