È in corso l’atteso incontro tra la cancelliera tedesca uscente, Angela Merkel, e il capo del nuovo governo, Olaf Scholz, insieme ai governatori dei 16 Länder. Sul tavolo la situazione epidemiologica nel Paese più colpito dalla nuova ondata di coronavirus che rischia di aggravarsi con l’arrivo in diversi Paesi europei, e non solo, della nuova variante Omicron generatasi in Sudafrica. In attesa di conoscere il risultato del meeting, la linea del nuovo esecutivo sembra però essere quella del pugno duro. Il cancelliere tedesco in pectore, proprio nel corso del summit, si è espresso a favore dell’obbligo vaccinale per tutti: “È importante stabilire un obbligo generalizzato alla vaccinazione”, ha affermato secondo quanto riportano alcuni media tedeschi. Il futuro ministro dell’Economia, Robert Habeck, aveva invece dichiarato in un’intervista alla Zdf che “è chiaro quello che deve succedere. I contatti devono essere ridotti, la regola del 2G deve essere applicata al livello federale in modo vincolante per tutti i luoghi della vita pubblica, serve un lockdown per i non vaccinati“.

Colui che siederà al dicastero delle Finanze tedesco parla forte della sentenza di oggi della Corte costituzionale federale che ha respinto i ricorsi presentati contro il lockdown della scorsa primavera, quello che era stato ribattezzato dall’esecutivo Merkel “freno di emergenza” e che prevedeva la possibilità per il governo centrale di chiudere scuole, ristoranti, eventi, e mettere limitazioni dei contatti. I giudici di Karlsruhe hanno invece riconosciuto che tali misure erano compatibili con la Costituzione “nell’estremo pericolo della pandemia”. Così, dal nuovo esecutivo si rincara la dose, col ministro che chiede una nuova limitazione alla capienza negli stadi.

Tutti provvedimenti che Berlino ha intenzione di prendere a fronte della situazione pandemica e soprattutto sanitaria nel Paese. Dopo i primi pazienti inviati all’estero, anche in Italia, la situazione delle terapie intensive rimane “altamente drammatica”, ha detto il ministro della salute del Baden-Württemberg, annunciando che il Land si prepara a inviare pazienti all’estero e che ha già ricevuto disponibilità da Italia (Lombardia), Francia e Svizzera. “Ci prepariamo a trasferire i pazienti all’estero, nel caso fosse necessario – ha detto Manne Lucha -, le persone non ce la fanno più”.

Anche il Regno Unito spinge sulla campagna vaccinale e il premier Boris Johnson ha dichiarato che entro la fine di gennaio il governo punta ad aver somministrato la terza dose a tutta la popolazione adulta per combattere il diffondersi della variante Omicron, “in attesa che i nostri scienziati la possano stroncare”. Ma si è comunque detto “fiducioso” che il prossimo Natale sia destinato se non altro a essere “migliore di quello dell’anno scorso” sul fronte delle limitazioni imposte dal Covid, malgrado la minaccia della nuova variante Omicron.

Ci sono poi i governi che hanno deciso di ricorrere alle sanzioni amministrative nei confronti dei cittadini novax. Mentre la Grecia prevede di infliggere multe da 100 euro per gli over 60 che rifiuteranno l’immunizzazione contro il Covid, in Austria, dove da febbraio 2022 entrerà in vigore l’obbligo vaccinale, a chi non si sottoporrà all’immunizzazione potrebbero arrivare multe fino a 7.200 euro, secondo l’ultima bozza della Covid-19-Impfschutz-Gesetz, la legge sull’obbligo di vaccino Covid-19 di cui riferisce Die Presse. Il testo dovrebbe essere pronto per la settimana del 6 dicembre, con l’obbligo che sarebbe applicato a chi vive in Austria, con solo poche eccezioni, come i casi di chi non può vaccinarsi senza mettere in pericolo la propria vita o salute e almeno in parte donne incinte e bambini fino ai 12 anni.

Anche in India si è deciso di colpire coloro che hanno rifiutato di sottoporsi al vaccino. Nello Stato del Kerala, il governatore Pinarayi Vijayan ha annunciato oggi che il suo governo non garantirà più cure gratuite ai malati di Covid-19 non vaccinati. “Chi non collabora con gli sforzi dello Stato per combattere la pandemia sarà escluso dai trattamenti gratuiti”, ha detto aggiungendo che “chi non può assumere il vaccino a causa di allergie o altre patologie dovrà dimostrarlo con un certificato medico”.

In Francia e negli Stati Uniti, invece, vengono rinforzate le raccomandazioni riguardanti le categorie che devono sottoporsi al vaccino. Parigi l’ha estesa ai bambini dai 5 agli 11 anni a rischio. L’Alta Autorità francese per la Salute (Has) raccomanda la vaccinazione per i bimbi di questa fascia d’età vulnerabili o che vivono in contatto con persone immunodepresse o vulnerabili non protette dal vaccino: “La Has – si legge in una nota – raccomanda già da ora di aprire le vaccinazioni ad alcuni bambini di questa classe d’età: chi presenta un rischio di sviluppare una forma grave della malattia o a rischio decesso e chi vive al fianco di una persona immunodepressa o vulnerabile non protetta dal vaccino o che non è potuta essere vaccinata”.

I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), invece, hanno fatto sapere che tutti gli adulti dai 18 anni in su “dovrebbero” ricevere un ‘booster’ del vaccino anti Covid-19. In precedenza tale raccomandazione riguardava gli americani più vulnerabili, compresi gli ultracinquantenni, mentre per gli adulti più giovani e in salute era stata lasciata aperta l’opzione. Una raccomandazione in controtendenza con la sentenza del giudice Matthew Schelp di St Louis che ha bloccato in 10 Stati l’obbligo di vaccino del governo Biden per gli operatori sanitari, ritenendo che l’agenzia che l’ha imposto abbia abusato della sua autorità. Gli Stati interessati sono Missouri, Nebraska, Arkansas, Kansas, Iowa, Wyoming, Alaska, South Dakota, North Dakota e New Hampshire.

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