“Un passaggio significativo, che segna uno scarto rispetto al passato“. Così il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha presentato la più importante decisione presa dall’assemblea congiunta dei parlamentari grillini: quella di iscriversi al registro dei partiti per accedere al finanziamento pubblico del 2xmille. “La stragrande maggioranza” degli eletti, ha comunicato l’ex premier ai suoi, “è pronta ad affrontare la novità. Ci sono quattro o cinque contrari, qualcuno ha dubbi. Ma il resto è favorevole”. La scelta sarà comunque sottoposta al voto online degli iscritti, da tenersi lunedì o martedì mattina: un voto che Conte definisce “non solo opportuno ma necessario, anche dal punto di vista ideale e valoriale”, perché “se i nostri iscritti ritengono che questa strada non sia percorribile neppure ci finanziano”. E ha concluso: “Cercherò di proporre un quesito chiaro“. La scadenza per chiedere i benefici, ha ricordato in assemblea il tesoriere Claudio Cominardi, è il prossimo 30 novembre.

Tra le voci favorevoli quella di Vito Crimi: “Bisogna essere sinceri ed evitare le ipocrisie“, ha detto l’ex capo politico reggente, titolare del trattamento dei dati degli iscritti. “Considerato il taglio dei parlamentari, bisogna prendere atto della necessità” dei fondi pubblici, in quanto “ci sarà una riduzione forte dei parlamentari dovuta al calo dei consensi e al taglio degli eletti”. Anche iscrivendosi al registro dei partiti, ha rassicurato, “rimaniamo quello che siamo, un movimento politico”. “Contrarietà totale” invece dall’ex ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli: “Si tratta di soldi pubblici e noi che parliamo tanto di identità dovremmo ricordarci che la nostra identità si fonda sul fare politica senza gravare sulle casse dello Stato. Non capisco neppure come se ne possa parlare“, ha attaccato. Dubbi anche dalla senatrice Laura Bottici, una dei questori di palazzo Madama: “Non è che prendiamo il 2 per mille e con questa scusa non versiamo più (le restituzioni dello stipendio, ndr)? Se così fosse sarebbe molto scorretto”, ha detto in assemblea.

Il senatore Alberto Airola mette in guardia: “La politica non si può fare senza soldi, ma sul finanziamento pubblico ai partiti abbiamo fatto una battaglia… l’impatto che dobbiamo considerare è che i giornaloni scriveranno: che il M5S diventa un partito e prende i soldi dei cittadini, la confezioneranno come la fine del Movimento”. E pure secondo il presidente della Commissione Bilancio e relatore della manovra, Daniele Pesco, la svolta rappresenterebbe “un valore identitario violato“. Di più: “Rischiamo di sputtanarci, facciamo una magra figura sul piano politico e rischiamo di raccogliere pochissimo su quello economico”, avverte il senatore Giuseppe Audinio. Ma il presidente della Commissione Politiche Ue Sergio Battelli riporta tutti alla concretezza: “Io ho fatto il tesoriere per due anni, quindi per favore non facciamo troppo i moralisti. I soldi servono, abbiamo fatto palchi con centinaia di parlamentari in giro per l’Italia, video, dirette, gazebo, Italia 5 Stelle. Per il lavoro dei parlamentari abbiamo speso tanto e vi dirò una cosa questi sono tutti soldi pubblici. Niente di più niente di meno”. Ed Elvira Evangelista riassume: “È finito il tempo in cui ci finanziavamo con le pizze, non è più l’epoca di Beppe Grillo. Abbiamo bisogno di questi soldi”.

Giovedì sulla questione è intervenuto con un duro post l’ex deputato Alessandro Di Battista. “Il Movimento, nel 2013, rifiutò 43 milioni di euro di finanziamento pubblico ed era un bel Movimento. “Il Movimento votò contro la legge del governo Letta che istituiva il 2X1000 ai partiti sostenendo che fosse un finanziamento pubblico mascherato (sempre soldi pubblici sono) ed era un bel Movimento. Oggi il neo-movimento si avvita su se stesso. Il Movimento sosteneva che si potesse fare politica con pochi soldi ed era un bel Movimento. Incapace di ottenere donazioni puntando sull’identità (e ti credo, governa con Renzi, Salvini, Bonino, Berlusconi, Letta e sotto Draghi) segue la strada di tutti gli altri partiti… una strada che un tempo non avrebbe imboccato nemmeno sotto tortura“. Parole che seguono di poco un’intervista al Corriere della Sera in cui Di Battista ha accusato il proprio ex partito di essere diventato drammaticamente irrilevante” e “suddito più o meno inconsapevoli del Draghistan”.

Insieme al voto sul 2xmille, gli iscritti dovranno approvare anche la squadra di vicepresidenti designati da Conte (Taverna, Turco, Gubitosa, Todde e Ricciardi), e, se si riuscirà a stringere i tempi, anche i Comitati. Il leader ha scandito le tappe: giovedì si dovrebbe procedere al completamento della squadra dei Comitati, votarli insieme ai i vicepresidenti la prossima settimana e poi scegliere i delegati territoriali. In assemblea si è discusso anche delle nuove misure sul green pass rafforzato, con molti eletti (tra gli altri Mauro Coltorti, Mirella Emiliozzi, Patrizia Terzoni e Luca Sut) a esprimere scetticismo e perplessità: “Ciascuno di noi ha dei dubbi, come voi, però credo che la questione vada valutata in ordine al principio di massima precauzione, come dice Giuseppe Conte. Bisogna fidarci di quello che dicono i medici, della medicina che si basa su procedure stocastiche e quando si danno i numeri bisogna darli con precisione. È giusto non criminalizzare chi la pensa in modo diverso e convincere queste persone che il vaccino ora è l’unica arma contro il Covid”, ha rassicurato il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli.

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