Fare gradualmente a meno del glifosato: è questa la direzione che la Regione Emilia-Romagna ha deciso di percorrere grazie all’approvazione all’unanimità della risoluzione, di cui sono prima firmataria, che prevede di avviare il percorso per arrivare al superamento dell’uso del glifosato. Com’è noto, il glifosato è il principio attivo di un potente diserbante classificato dall’Istituto di ricerca sul cancro di Lione come sostanza pericolosa per l’uomo al pari del Ddt. Una sostanza per di più molto pervasiva che dalle indagini svolte nel mondo è stata rinvenuta negli alimenti più comuni, nell’acqua piovana, nelle falde acquifere, nell’aria, nella Grande Barriera Corallina, persino nelle urine umane, anche di bambini e donne in gravidanza.

La Regione Emilia-Romagna, nel 2018, ha avviato un monitoraggio sulla sua presenza nelle acque, col risultato che in tutti i 205 campionamenti effettuati sono stati rinvenuti sia glifosato sia il suo metabolita AMPA. In 57 casi per il glifosato e in 160 per l’AMPA (78% dei campionamenti) si è superato addirittura il limite di qualità delle acque.

In attesa che l’Unione Europea decida, a dicembre 2023, se rinnovare l’autorizzazione all’impiego del glifosato, la risoluzione approvata dall’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna chiede l’avvio di una road map che come prima tappa prevede il divieto dell’uso in tutti le aree extra agricole; il potenziamento della ricerca, in particolare all’interno della nuova Strategia di specializzazione intelligente regionale, al fine di individuare sostanze e pratiche di contrasto agli infestanti che siano rispettose della salute dei lavoratori agricoli e dei consumatori; infine, la predisposizione di misure e azioni, all’interno del prossimo Piano di sviluppo rurale, tese a sostenere gli agricoltori che si impegnano da subito a eliminare l’utilizzo dei prodotti fitosanitari e del glifosato. La messa al bando di questo erbicida e di altri pesticidi rappresenta un fattore di qualificazione dell’importante comparto agroindustriale regionale, che dovrà caratterizzarsi sempre più per salubrità oltre che per qualità organolettica e tipicità.

Nel Dna dei Verdi c’è, dalla nostra nascita, il sostegno al metodo di coltivazione biologico, per cui anche in Emilia-Romagna il nostro obiettivo di riferimento è l’ampliamento progressivo delle superfici agricole coltivate senza fare uso di sostanze di sintesi chimica. L’approvazione all’unanimità della risoluzione promossa da Europa Verde è indice della diffusa sensibilità contro l’uso della chimica in agricoltura. Ci sono voluti anni per svilupparla. Questo voto dimostra che avevamo visto giusto quando, a partire dal referendum del 1990, insieme a pochi ecologisti e agricoltori lungimiranti, iniziammo la battaglia per il biologico e per il cibo sano.

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