Il garantismo è una cosa seria ed importante e proprio per questo occorre evitare di farvi ricorso a vanvera. Le recenti rivelazioni del Fatto sugli incassi di Renzi non possono quindi certo essere liquidate come un atto di giustizialismo becero o anche solo di giustizialismo tout-court. E’ infatti precipuo interesse di tutti i cittadini conoscere in modo dettagliato le attività e i redditi di chi li rappresenta e li governa.

Se è materia di discussione la sanzionabilità di determinati comportamenti di esponenti politici in carica, come ad esempio recarsi a pagamento in un Paese straniero per impartire conferenze ovvero prendere soldi da imprese il cui comportamento è sub judice a seguito di gravissimi incidenti che hanno causato molte vittime, occorre in primo luogo che l’opinione pubblica ne sia pienamente informata. Il diritto dei cittadini ad essere informati costituisce in questo senso una delle basi della democrazia e non va proclamato in astratto ma realizzato in concreto, mediante un’attitudine delle istituzioni che sia ispirata alla più assoluta trasparenza ed un impegno in tal senso di una stampa non asservita al potere.

Quest’ultimo, il cui esercizio è indispensabile per garantire l’ordinata convivenza dei consociati e la collaborazione tra di loro per raggiungere gli obiettivi di interesse comune, non può vivere nell’opacità e nel segreto, perché in tali condizioni si trasforma da potere democratico e responsabile ad autocrazia autoreferenziale. Si tratta di una degenerazione che incombe costantemente su ogni tipo di sistema politico, anche di quelli che si autoproclamano democratici e come tali vengono quotidianamente incensati dai corifei addetti alla propaganda di regime mediante media che continuano sostanzialmente ad agire in condizione di oligopolio, con poche coraggiose eccezioni.

Come spiegare altrimenti fenomeni come l’arresto di Julian Assange, che rischia l’ergastolo se non la pena di morte per aver rivelato i crimini commessi dalle forze d’occupazione statunitense in Iraq ed altrove? Come spiegare le manovre delle industrie che operano nei settori dell’energia fossile per nascondere la realtà sul cambiamento climatico, diffondendo calunnie e falsità in ordine agli scienziati che da tempo diffondono l’allarme al riguardo, un comprovato depistaggio di natura criminale che ci ha fatto perdere del tempo prezioso sulla strada della soluzione del problema, che richiede un’autentica rivoluzione che deve riguardare al tempo stesso il sistema politico, quello economico e quello sociale?

Come spiegare la reticenza di Big Pharma a rendere noti dati effettivi sui vaccini e i loro effetti, alimentando lo scetticismo dei no-vax e la diffusione nel popolo di forme di perniciosa ignoranza al riguardo che si combinano con paure e paranoie e irrazionali dando vita a momenti di informe ribellismo che rischiano di danneggiare la necessaria coesione della cittadinanza nella risposta alle pandemie?

Solo tre esempi, molti altri potrebbero farsene, che dimostrano l’esigenza di un’assoluta trasparenza delle informazioni e delle relative fonti. Tale trasparenza deve riguardare innanzitutto i detentori del potere politico, coloro che, non sempre con motivazioni cristalline, fanno cadere a loro arbitrio i governi e impediscono l’approvazione di leggi destinate a garantire le vittime di violenze fisiche e verbali e a promuovere l’uguaglianza sostanziale tra coloro che vivono sul territorio della Repubblica quali che ne siano la condizione personale e sociale, la provenienza, la religione, il genere o le preferenze sessuali.

Dato che senza dubbio viviamo in una società capitalista, anzi sempre più ispirata dai principi del più sfrenato neoliberismo di cui Mario Monti è il Vate Supremo (si veda la recente legge per la liberalizzazione e privatizzazione dei servizi locali) il denaro è purtroppo necessario per fare politica, specie da parte di coloro che non si pongono affatto nell’ottica del rovesciamento del sistema e della sua indispensabile sostituzione con uno più congruo.

Proprio per questo è necessario vigilare sull’affarismo politico, che costituisce il venefico brodo di coltura della penetrazione degli interessi privati nell’arena pubblica e sarebbero necessarie ed urgenti drastiche misure volte al suo contenimento e all’eliminazione delle lobby che si sottraggono al libero e democratico dibattito per condizionare e in ultima analisi snaturare il sistema democratico di cui oggi più che mai abbiamo bisogno.

Sono necessarie misure volte a realizzare un’anagrafe completa di ogni reddito dei politici, sia come individui che come collettività (si tratti di partiti, correnti od altro) e a impedire le cosiddette porte girevoli che portano i politici nelle aziende private e viceversa. Nell’attesa non si può certo negare ai cittadini italiani il diritto si sapere chi paga i suoi rappresentanti, traendone le opportune conseguenze logiche in ordine alle scelte che tali rappresentanti operano.

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