di Bruno Maggioni

Questa storia del vaccino pur essendo importante sta valicando tutti i limiti rendendo ciechi i supporter delle due parti. Ormai lo scontro è esasperato e non solo per le intrusioni dei gruppi violenti che sono violenti ‘a prescindere’, ma anche con chi rimane nei termini più civili, quella che potrebbe essere una dialettica di crescita e di maggiore conoscenza per tutti, diventa solo scontro per avere ragione e demonizzare l’altro che diventa nemico.

Abbiamo ora dei manifestanti no-vax che simulano la deportazione degli ebrei facendo il paragone con il green pass. Anpi e comunità ebraica, e aggiungo io, chiunque abbia ancora un minimo di lucidità, protestano e si oppongono al parallelo che parallelo non è vista la gigantesca differente entità fra gli eventi. Non si può paragonare una limitazione o meglio l’imposizione di un costo aggiuntivo (i tamponi) per andare al lavoro, con l’orrore dello sterminio e la sofferenza di milioni di persone.

Il vaccino però rende ciechi anche per altro, e non parlo delle contraddizioni nella gestione delle vaccinazioni che pure sono tante e palesi a chi ha ancora gli occhi non offuscati dall’antagonismo.

Mi riferisco al fatto che abbiamo un governo retto da un signore che arriva da quelli dipinti da tutti come i cattivi del mondo, quando se ne parla in astratto: quelli che vivono investendo soldi, la maggior parte dei quali neanche loro e che sono espressione del capitalismo ‘non costruttivo’, quello finanziario. Indipendentemente dalle capacità che possa avere Mario Draghi, non è stato legittimato dal voto popolare e non rappresenta una maggioranza del paese. Guida una vera accozzaglia di partiti che non hanno alcun dire nelle decisioni perché il Presidente del Consiglio, fornisce, per esempio il bilancio dello Stato, con circa 30 minuti di anticipo rispetto al voto e i ministri che siano buoni o cattivi per voi, lo devono votare.

Questo governo, nato per gestire la pandemia e per realizzare il piano di ripresa con i finanziamenti europei, ha anche varato una riforma della giustizia, riforma Cartabia, che indebolisce ancora di più la giustizia italiana dando la quasi certezza dell’impunità ai politici e ai funzionari, dando anche al governo capacità di indirizzo dell’azione giudiziaria (di ieri un intervento su questo giornale del procuratore Di Matteo).

Le industrie stanno approfittando della situazione per ridurre i costi per il personale, accompagnando o spingendo fuori quelli di maggiore esperienza con stipendi più alti per favorire le forme di lavoro più precarie. Vi ricordate che grazie a Renzi e ai suoi, l’articolo 18 non esiste più e i nuovi assunti si possono licenziare anche senza giusta causa?

Si blocca il piccolo passo verso la digitalizzazione e la riduzione del nero togliendo l’incentivo ai pagamenti elettronici e si minaccia il reddito di cittadinanza, che altri paesi introducono, per mantenere nel bisogno i lavoratori e aumentare la leva verso di loro.

Nel resto del mondo nessuno parla di green pass per andare a lavorare anche in condizioni epidemiche peggiori della nostra, si introducono mezzi di protezione delle fasce più deboli, i pagamenti elettronici sono la norma (nei paesi industrializzati come noi) e chi non paga le tasse è duramente perseguito e non proposto a gran voce come nuovo presidente della Repubblica.

C’è una dismisura nel trattamento della pandemia e altre situazioni, per esempio Bloomberg (non Greepeace!) indica (marzo ’21) che 10 milioni di morti l’anno sono dovuti all’inquinamento, ma non vietiamo la pubblicità delle auto e permettiamo proroghe all’Ilva di Taranto. Il tumore dovuto al tabacco è un’importante causa di morte e soprattutto di peso sulle strutture sanitarie, ma non vietiamo le sigarette, invochiamo che i no-vax non abbiano accesso alle cure se dovessero ammalarsi.

Il peggiore effetto avverso del vaccino è questo: la cecità verso i diritti civili e sociali in nome di una protezione della salute pubblica tutta da discutere se ci fosse la necessaria serenità.

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