La manovra finanziaria? “Fondamentale la continuità sui bonus“. I retroscena sul Quirinale? “Se ne parla dopo l’approvazione della legge di Bilancio“. Il governo? “Avanti con Draghi”. Enrico Letta ha aperto la direzione Pd sul risultato delle elezioni amministrative e ha affrontato tutti i nodi sul tavolo del partito da qui ai prossimi mesi. Senza dimenticare il ritorno del ddl Zan in Senato: “Faccio un appello perché si eviti la tagliola in Senato“, ha detto cercando di dare una spinta alle trattative che sembrano essere ancora stagnanti.

Il segretario dem, che solo ieri si è visto a pranzo con il presidente M5s Giuseppe Conte, è partito nel suo intervento da un tema importante per i 5 stelle come il rinnovo dei bonus nella prossima finanziari: un chiaro riferimento sia al Superbonus 110% per le ristrutturazioni, ma anche al cashback introdotto durante il governo giallorosso e poi bloccato da Draghi. “Fondamentale sapere che non è che si fa una norma e un attimo dopo viene cambiata, gli investimenti si fanno se sono di lungo periodo. La battaglia sui bonus, per dare continuità, è necessario farla, muovendosi in quella direzione“, ha detto. E proprio tra i bonus, ha citato anche l’intervento per abbassare l’Iva sugli assorbenti che dal 22 dovrebbe passare al 10%, ma che rimane comunque alta rispetto al 4 per cento di altri beni necessari: “E’ una questione di cui dobbiamo parlare di più, raggiungere un risultato importante è anche sfatare un tabù rispetto alla necessità di intervenire”, ha detto.

“I grandi obiettivi” della manovra, ha continuato, “stanno nelle parole chiave: salute, istruzione lavoro. Su questi la legge di Bilancio deve dare segnali. Salute per dare certezza al sistema sanitario e al nostro impegno di mettere la sanità pubblica al centro del futuro del nostro Paese. Il tema dell’istruzione con la necessità di dare certezze agli operatori e agli insegnanti. Il tema del lavoro: ridurre le tasse sul lavoro è una priorità”.

Quirinale e governo Draghi – Letta ha anche voluto affrontare uno dei temi centrali per i prossimi mesi: l’elezione del prossimo presidente della Repubblica. “Di Quirinale si parla dopo che la manovra sarà approvata, l’ultima cosa che deve accadere è che queste priorità – Quirinale o discussione sule regole del voto – finiscano per asciugare le energie dell’impegno politico, che ora deve concentrarsi su altre priorità, come l’uso dei fondi del Pnrr”, ha detto. Ma soprattutto ha rinnovato la fiducia all’esecutivo: “Avanti con il governo Draghi, lo sosteniamo convintamente”. Nella replica, dopo la direzione Pd, ha anche parlato di cosa sta succedendo nel fronte del centrodestra: “La mia analisi è che fino al Quirinale il centrodestra non si muoverà da nessuna parte, Berlusconi ha scelto di farsi prendere in giro da Salvini e Meloni e di chiudersi in questa grande finzione fra di loro, che bloccherà tutto”.

Ddl Zan – Prova imminente per i dem è poi la tenuta in Aula sul disegno di legge contro l’omotransfobia che mercoledì 27 torna in Aula al Senato. “L’impegno che il Ddl Zan diventi legge qua lo prendo e lo confermo”, ha ribadito Letta che solo nelle scorse ore aveva aperto a modifiche “purché non sostanziali”. “Domani c’è un voto tagliola in Senato, chiesto da Lega e Fdi, nelle loro intenzioni vuole affossare il provvedimento. L’appello che faccio è di evitare questo, che sarebbe uno schiaffo alla maggioranza della società italiana, che vuole una risposta sui temi cui il ddl Zan risponde. Questa risposta la vogliono tutti i giovani”. Alessandro Zan sta portando avanti un dialogo per vedere “se ci sono possibilità di intesa su alcune parti per arrivare a una approvazione rapida. Per noi è fondamentale questo tipo di passaggio, lo gestiamo con grande responsabilità per arrivare al risultato. E’ un gesto di responsabilità per arrivare al risultato finale, noi potremmo anche prendere la bandiera e andare in fondo, ma la bandiera rimarrebbe tale, noi avremmo una purezza di testimonianza”, ma non ci sarebbe la legge.

“Abbiamo vinto alle amministrative. – Letta è partito dall’analisi sul voto alle amministrative: “Abbiamo vinto le amministrative, le abbiamo vinte ovunque, abbiamo completato questa vittoria completa e totale con il voto degli ultimi ballottaggi nelle regioni a Statuto speciale che ha confermato che la nostra vittoria non è stata episodica, ma totale, completa, al di là delle nostre più rosse aspettative”. E ancora: “Vinciamo se ci occupiamo della vita degli italiani, poi ci occupiamo di noi stessi, abbiamo vinto perché siamo tornati in sintonia con il Paese più profondo”. E “questo perché avevamo importato bene questo lavoro. Quando sono arrivato ho trovato un lavoro impostato bene, ringrazio Zingaretti. Abbiamo vinto perché siamo stati uniti, lo dico preventivamente, ne ho vissute parecchie, dopo una vittoria come questa la cosa più semplice è cominciare a dividersi a seguire interessi di parte”. Letta ha però anche detto di essere consapevole delle difficoltà nazionali: sarebbe facile “pensare che siamo pronti a vincere le prossime politiche, invece i sondaggi confermano che la partita nazionale resta complessa“.

Secondo il segretario però, con il voto nei comuni “il Pd si è dimostrato l’architrave della società della politica italiana, è stato scelto da milioni di elettori perché abbiamo dimostrato che siamo un partito di popolo che ascolta le persone e che viviamo la prossimità. Questo ci ha fatto vincere a livello locale e ci farà vincere a livello nazionale“. Quindi, a proposito del rapporto con i 5 stelle, ha detto: “Abbiamo vinto perché abbiamo fatto coalizione e questo deve essere un punto essenziale, riconoscerlo e continuare su questa strada, abbiamo tenuto insieme esperienze civiche e di partito, non è stata una somma di sigle”. Dal voto nei comuni “partiamo per costruire una coalizione di persone, non di sigle, ne abbiamo fatte tante di costruzioni non di grande successo che mettevano insieme tante sigle, noi dobbiamo costruire un coalizione di persone. Le agorà saranno lo strumento, saranno la risposta del Pd a questo tempo di solitudine, con la politica di prossimità, ascolto, comunità, partecipazione”. Alle Comunali, a vincere, “purtroppo è sempre stato il candidato e non la candidata, questo è un problema su cui mi impegno a lavorare. E’ un problema fortissimo”.

Forza Nuova – Letta è anche tornato sul caso di Forza Nuova: “Lo sdoganamento di comportamento di apologia al fascismo è entrato nella normalità del nostro Paese da qualche tempo”, ha detto. “Non è folklore e lo dimostra quanto accaduto alla Cgil. La manifestazione dei sindacati ha confermato che c’è un’Italia convinta che sia un impegno di tutti noi e di popolo”. E ancora: “Tutto avremmo immaginato tranne che dover fare la campagna elettorale con il tema dell’emergenza democratica reso evidente l’assalto alla Cgil, tutti ci siamo resi conto che non è un episodio né un fatto generico o superficiale, una riflessione va fatta su come sia stato possibile che sia accaduto e sul fatto che oggi si moltiplicano gli episodi nei quali un sostanziale sdoganamento dell’apologia del fascismo sia una regola diffusa”.

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