Brutte notizie dal fronte energia. La commissaria Ue all’Energia Kadri Simson ha affermato questa mattina che “Non c’è alcuna indicazione che i prezzi scendano dai record attuali, questo è un fenomeno globale e tutto il mondo ne è colpito“. Simson ha parlato in apertura della riunione straordinaria sulla crisi dei prezzi dell’elettricità e del gas. La scorsa settimana il Consiglio europeo a cui partecipano i capi di governo si è chiuso con un sostanziale nulla di fatto per quanto riguarda l’implementazioni di strategie comuni a livello europeo per fronteggiare i rincari. E infatti anche dal vertice di oggi “Non è emersa una posizione consensuale circa gli interventi che vanno applicati a livello Ue. Un approccio comune è necessario. Il consiglio dei ministri dell’Energia di dicembre sarà un appuntamento fondamentale e potrà preparare il summit dei leader”, ha detto Jernej Vrtovec, ministro delle Infrastrutture della Slovenia al termine del Consiglio.

Ognuno fa a modo suo, come suggerito dalla cancelliera Angela Merkel. Si va dalla tassa sugli extraprofitti delle imprese energetiche varata in Spagna, alla riduzione dell’Iva in Italia e agli aiuti alle famiglie in Germania. “Finora 19 paesi membri hanno preso o annunciato misure per proteggere le fasce a reddito più basso. La maggior parte delle misure nazionali sono in linea con le regole europee sul mercato e la concorrenza”, ha sottolineato Simson.

“La Cina sta lottando per evitare un crollo delle forniture e sta addirittura avviando la riapertura delle miniere di carbone. Anche gli Stati Uniti sono preoccupati per l’inverno, le tensioni dei prezzi si ampliano anche al mercato del petrolio e del carbone. Questa quindi non è una situazione specifica per l’Europa, ma siamo in una posizione più vulnerabili. Ci sono delle misure che devono essere prese rapidamente e lezioni da apprendere”, ha sottolineato stamane la commissaria Simson. “I governi nazionali sono nella posizione migliore per definire azioni di breve termine. Un’azione europea può però integrare tutto questo”, ha osservato la commissaria europea. “Sul fronte esterno è importante tenere canali aperti con i fornitori stranieri. Io ho avuto contatti con gli Usa, la Norvegia e il Qatar. E non possiamo perdere tempo neanche sulle misure di medio termine”, ha aggiunto Simson.

Intanto il petrolio Brent (estratto nel mare del Nord e riferimento per i mercati europei) ieri ha superato gli 86 dollari al barile mentre il greggio statunitense Wti ha toccato il valore più alto dal 2014. Nell’ultimo anno petrolio è rincarato del 111%. Così come il gas naturale che costa oggi il doppio di un anno fa. In scia tutto ciò che ha che fare con queste materie prime e quindi benzina, gasolio, Gpl, elettricità, gas per utenze domestiche. Secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori fare il pieno costa oggi in media una decina di euro in più rispetto ad inizio anno. Secondo i dati settimanali i prezzi medi della modalità self service sono saliti a 1,746 euro al litro per la benzina, a 1,608 euro per il gasolio e a 0,826 euro per il Gpl. Il diesel tocca così il massimo dal 2014. Una situazione che, come ha spiegato qualche giorno fa il ministro dell’Economia Daniela Franco, rischia di far deragliare la ripresa economica.

Thomas Baumgartner, presidente di Anita (l’associazione italiana degli autotrasportatori aderente a Confindustria) commenta “Stiamo vivendo una fase estremamente delicata segnata da una serie di fattori negativi che si vanno via via accumulando. Il consistente aumento dei costi del gasolio, dell’Lng e delle spese per la fornitura di materie prime per noi strategiche come l’ additivo Adblue (usato per ridurre le emissioni di azoto, ndr), indispensabile per il funzionamento dei veicoli Euro 5 ed Euro 6, che rappresentano circa il 60% della flotta totale di mezzi pesanti circolanti, impatta negativamente sul settore già provato dalla carenza di manodopera, autisti in primis”. Il presidente di Anita conclude “vanno individuati con urgenza meccanismi di calmierazione dei prezzi dei carburanti e, per quanto riguarda i veicoli alimentati a LNG, di esonerarli dal pagamento dei pedaggi autostradali come in Germania, cosa che Anita chiede da tempo”.

Rincari si registrano oggi anche sui mercati europei dell’elettricità dopo previsioni che indicano l’arrivo di un periodo freddo nelle prossime settimane e quindi la necessità di maggiori quantità di gas e carbone per alimentare le case. I due fossili servono però anche per alimentare buona parte delle centrali che producono elettricità in Europa. L’elettricità tedesca per il prossimo mese è aumentata del 2,4% a 196 euro per megawattora, il livello più alto dal 18 ottobre. Il prezzo francese è aumentato del 2,3% a 234 euro. La spinta sui prezzi è generata anche dalla previsione di una riduzione delle forniture di gas in arrivo dalla Russia.

Il tema del gas russo è fondamentale per capire le tensioni che stanno interessando il mercato europea. Il gasdotto North Stream 2 che corre dalle coste russe a quelle tedesche è ormai pronto per entrare in funzione. La “pipeline” è da sempre causa di attriti geopolitici. Gli Stati Uniti non vedono di buon occhio il nuovo gasdotto che permette all’Europa di bypassare il transito dall’Ucraina, paese su cui Washington ha una presa stretta. La nuova conduttura avvicina inoltre ulteriormente Mosca e Berlino. Con il raddoppio del collegamento con la Russia la Germania punta a diventare una sorta di hub europeo del gas da cui smistare poi le forniture ai vari paesi dell’Unione.

Questo spiega anche la ritrosia di Angela Merkel a varare soluzioni coordinate per fronteggiare la corsa dei prezzi, come la creazione di una piattaforma unica europea per gli acquisti. Secondo alcune ricostruzioni anche l’atteggiamento molto morbido della Germania verso le intemperanze della Polonia in tema di diritti sarebbe riconducibile alla partita del gas, una sorta di risarcimento a Varsavia per l’avvicinamento alla temuta Mosca. Nelle scorse settimane alcuni parlamentari europei hanno affermato che alla base dei rincari del gas c’è anche una manovra orchestrata dal Cremlino tesa a mettere pressione sull’Ue per la messa in funzione del gasdotto che ormai aspetta solo l’arrivo di alcune certificazioni.

“Accogliamo favorevolmente l’intenzione della commissione di lavorare su regole che definiscano le modalità operative a livello europeo per la gestione degli stoccaggi secondo modelli regolati, basate su norme di mercato. Inoltre va tenuto in considerazione l’impatto sulla sicurezza degli approvvigionamenti visto che il gas naturale svolgerà comunque un ruolo significativo nella transizione energetica”, ha detto il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani intervenendo al Consiglio straordinario dei ministri Ue dell’energia. “Il mercato Ue basato su regole di concorrenza e su sistemi infrastrutturali interconnessi, deve consentire il libero flusso di gas tra i vari Stati membri. La commissione dovrebbe intraprendere tutte le azioni necessarie per promuovere maggiore competizione fra i produttori esteri e favorire lo sviluppo di una maggiore produzione interna per diminuire la dipendenza da produttori extra-Ue”, ha aggiunto Cingolani.

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