A fine settembre solo il 2% dei vaccini anti Covid somministrati nel mondo sono stati destinati alla popolazione che vive in Africa. Per combattere le disuguaglianze nell’accesso ai vaccini – che implica anche il rischio dell’emergere di possibili varianti pericolose – un consorzio sudafricano, sostenuto dall’Organizzazione mondiale della sanità, sta lavorando allo sviluppo del primo vaccino a Rna messaggero anti Covid da produrre nel e per il continente africano, per porre finalmente fine alla dipendenza dai paesi con maggiori possibilità economiche e industriali. I paesi ricchi possono permettersi di pagare di più, fino a 24 volte il prezzo di costo di produzione di una fiala, e quindi i vaccini finiscono solo a loro. Richard Mihigo, coordinatore dei vaccini per l’Oms Africa: “L’amara lezione che abbiamo imparato da questa pandemia è che l’Africa è quasi interamente dipendente dai vaccini prodotti e importati dall’esterno del continente”.

La tecnologia è la stessa di Pfizer-Biontech e Moderna. La società di biotecnologie Afrigen, con sede a Città del Capo, sta portando avanti un progetto pilota per ricostituire una formula che riproduca il composto di Moderna. Le prime dosi dovrebbero essere pronte per i test clinici entro un anno. Poi servirà un accordo di licenza con il gigante farmaceutico statunitense per la produzione. Solo il 17% della popolazione africana sarà immunizzata entro la fine di quest’anno rispetto all’obiettivo del 40% dell’Oms.

Martin Friede, coordinatore dei vaccini dell’Oms: “Abbiamo assolutamente bisogno di avere la produzione di vaccini in diversi paesi dell’Africa. L’Africa deve diventare autosufficiente nella produzione di vaccini nei prossimi 20 anni. L’Africa avrà una popolazione enorme nei prossimi 20 anni. Quindi dobbiamo farlo, punto e basta”. Il progetto mira a sviluppare una sorta di vaccino di seconda generazione, sicuro e innovativo a livello locale, adattato al clima africano e ad altre condizioni. La pandemia se da un lato ha messo ancora più in risalto le disuguaglianza tra i paesi, ha dato anche una spinta forte a reagire e a innovarsi. La ricerca e lo sviluppo del composto per prevenire il Covid in Sudafrica, in una struttura all’avanguardia costata circa 7,5 milioni di euro, è iniziata tre mesi fa. Afrigen prevede di addestrare altri Paesi africani a produrre il vaccino. In Africa meno del 5% delle persone è completamente vaccinato contro il Covid-19, ha detto qualche giorno fa il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus.

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