Dopo tre giorni di presidio, il varco 4 del porto di Trieste è stato sgomberato: doveva essere un ritorno alla normale attività poco turbolento, invece la polizia in tenuta antisommossa ha fatto uso di idranti e lacrimogeni per liberare l’area, arrivando allo scontro con una parte dei manifestanti. Le tensioni e i tafferugli sono proseguiti poi lungo le vie di accesso al porto, dove la protesta è stata incanalata. Tre agenti sono rimasti feriti: si sta vagliando la posizione di 5-6 persone e secondo Sky Tg24 alcuni dei partecipanti alla protesta sono in stato di fermo. I due leader del centrodestra, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, hanno solidarizzato con i manifestanti e attaccato il Viminale per l’uso di idranti contro “lavoratori pacifici“.

La polizia è comunque riuscita a sgomberare il varco 4, dove la protesta avviata venerdì dal Coordinamento lavoratori portuali di Trieste è stata presa in mano dai no green pass. Una galassia di cui Stefano Puzzerdimissionario portavoce dei lavoratori portuali di Trieste – ancora indossando la tuta gialla, è riuscito con capacità e spregiudicatezza a porsi a capo, mentre il Coordinamento portuali si liquefaceva. Dopo lo scontro con la polizia, i manifestanti si sono dispersi nelle strade e poi in corteo sono arrivati in piazza Unità d’Italia, intonando sempre i cori “La gente come noi non molla mai” e ancora “no Green pass”.

La piazza è tuttora gremita di manifestanti, almeno 2mila persone secondo l’Ansa. Seguendo le indicazioni di Puzzer, tutti restano seduti a terra. “Vediamo se hanno il coraggio di caricarci anche in piazza Unità d’Italia”, ha detto Puzzer. “Noi siamo pacifici e dobbiamo rimanere pacifici fino alla fine: abbiamo diritti da far rispettare, ma non con la forza come ci hanno mostrato stamattina – ha detto, parlando alla folla – C’erano famiglie, bambini. Ci hanno attaccato e non ho parole, non me lo sarei mai aspettato. Lacrimogeni sono finiti anche dentro una scuola. Aspettiamo gli altri nostri fratelli, e restiamo seduti. Stiamo tranquilli. Noi non molliamo”, ha concluso.

La cronaca
Questa mattina i mezzi delle forze dell’ordine sono arrivati nella zona, dove hanno trovato solo una parte delle persone che da venerdì occupano l’area per protestare contro l’obbligo del green pass sul posto di lavoro, seduti dall’altra parte della barriera, in un sit-in di protesta. Così, i poliziotti sono scesi in tenuta antisommossa e, dopo che un funzionario ha più volte intimato ai manifestanti di allontanarsi “in nome della legge”, hanno attivato gli idranti per disperdere la folla, iniziando ad avanzare lentamente fino al contatto con alcuni dei dimostranti che ha provocato lo scontro, nel quale sono partite anche alcune manganellate, secondo quanto riferisce Adnkronos. Alcuni lavoratori hanno anche accusato un leggero malore.

Le forze dell’ordine hanno creato una sorta di barriera tra uomini e mezzi in prossimità del varco. I gruppi No Green Pass hanno chiesto agli agenti di arretrare e non si sono fatti piegare immediatamente dal tentativo della polizia di disperdere la folla: i manifestanti si sono infatti seduti nuovamente tenendosi per mano o abbracciandosi dopo che gli idranti sono stati spenti. “Io da qui non mi muovo, fino alla fine”, hanno detto diversi manifestanti che hanno resistito all’avanzata degli agenti. “Siamo disarmati, abbiamo bambini a casa, vergogna”, ha gridato una donna all’indirizzo degli agenti. La polizia è comunque riuscita a far indietreggiare lentamente i presenti, spingendoli verso l’esterno e spostandoli nell’area del parcheggio antistante il varco 4, per consentire così ai manifestanti di continuare la loro protesta e nel contempo al Porto di riprendere l’attività.

Lo sgombero forzato sembrava un’opzione scongiurata nella prima mattinata, visto che diversi portuali presenti, insieme ad altre persone accorse per protestare, avevano liberato e pulito la postazione di presidio allestita davanti al varco 4 del porto di Trieste, da dove da venerdì mattina hanno tenuto conferenze stampa e offerto cibo e bevande a chi partecipava alla protesta, spiegando che si sarebbe tenuta una “protesta passiva”. L’obiettivo, avevano spiegato al megafono, era garantire l’accesso libero al porto “come abbiamo sempre fatto”.

Le reazioni di Salvini e Meloni – “Settimana scorsa si permette a un manipolo di neofascisti di mettere a soqquadro Roma, oggi si usano gli idranti contro i pacifici lavoratori e cittadini a Trieste. Ma al Viminale come ragionano?”, scrive il leader della Lega Matteo Salvini su Twitter, tornando ad attaccare la ministra Luciana Lamorgese. Dello stesso tenore anche il commento di Giorgia Meloni, che però se la prende con tutto l’esecutivo: “Idranti contro i lavoratori che scioperano al porto di Trieste. Lo stesso Governo che nulla ha fatto per fermare un rave illegale di migliaia di sbandati, nulla ha fatto per impedire l’assalto alla sede della Cgil, nulla fa per fermare l’immigrazione illegale e combattere le zone franche dello spaccio e della criminalità, che nulla fa contro le occupazioni abusive di case e palazzi privati, tira fuori dai depositi gli idranti per usarli contro dei lavoratori che scioperano pacificamente per non essere discriminati sul posto di lavoro”, afferma la leader di Fratelli d’Italia.

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