Roberto Fiore, Luigi Aronica. E ovviamente Giuliano Castellino. La Procura di Roma ha annunciato, per le vie brevi, che schiererà il pool antiterrorismo per indagare sugli scontri di sabato pomeriggio nella Capitale, a margine del corteo No Green Pass, con assalto alla sede nazionale della Cgil. In totale sono 12 le persone fermate – sei arrestate in flagranza di reato e altre sei fermate in un secondo momento – e ben 600 quelle identificate.

Se i nomi di Roberto Fiore e Giuliano Castellino, rispettivamente segretario e vicesegretario di Forza Nuova, erano stati resi noti subito, fa sensazione quello di Luigi Aronica, 65 anni, conosciuto come Er pantera, ex appartenente ai Nar, quei Nuclei Armati Rivoluzionari accusati negli anni 70 e 80 di aver dato animato la stagione degli anni di piombo anche attraverso stragi e attentati. Aronica in particolare, fu condannato a 18 e 2 mesi nell’ambito del processo Nar 1: militante dei “fascisti proletari” di Prati, è stato al fianco di Dario Pedretti in quella frazione del Fuan che ha dato vita a uno degli spezzoni dei Nar e poi, nei lunghi anni di detenzione nelle carceri speciali, tra i “camerati” classificati come “irriducibili”. Un personaggio di sostanza nel mondo del neofascismo romano, recentemente tornato a “sporcarsi le mani” fra i giovani militanti al fianco proprio di Castellino.

Di Fiore e Castellino si conosce ormai tutto. Meno noto è il nome di Fabio Corradetti, 20 anni ma già in ascesa nell’ala romana di Forza Nuova, per ora ancora conosciuto come il “figlioccio di Castellino”. Il ragazzo, fermato sabato dalla polizia, è infatti il figlio della compagna dell’ex leader del Popolo di Roma, che da un po’ di tempo ha “adottato” il ragazzo, il quale pare essere sulla strada di ereditare l’ala gruppettara di Fn. Un paio di anni fa, in occasione dei suoi 18 anni, fu sorpreso insieme a un altro gruppo di coetanei a lanciare sassi contro una pattuglia dei carabinieri nel quartiere Valle Aurelia, episodio che gli è costata anche la condanna. Oggi il secondo “guaio” con la giustizia, per un curriculum giudiziario che inizia a farsi importante.

Non solo Forza Nuova. Fra gli arrestati c’è anche Biagio Passaro, il leader del movimento IoApro, composto dai ristoratori più intransigenti che si reputano danneggiati dall’adozione delle norme restrittive anti Covid e, in particolare, dal Green pass. Un movimento nato subito dopo il lockdown, che inizialmente aveva attirato anche le simpatie di Matteo Salvini: proprio il leader della Lega aveva utilizzato più volte sui social l’hashtag #ioapro, grido di battaglia dei ristoratori dissidenti. Infine, in questura è finita anche Pamela Testa, l’organizzatrice della manifestazione, anche lei “esterna” a Forza Nuova, ma – come si vede dai suoi post sui social – simpatizzante del movimento e in particolare di Castellino. La donna, durante gli scontri, ha subito anche una ferita alla testa.

I dodici arrestati devono rispondere, a vario titolo, di danneggiamento aggravato, devastazione e saccheggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, mentre sono in corso ulteriori attività di indagine e di verifiche sui filmati registrati dalla polizia scientifica, per valutare altre condotte penalmente rilevanti. Cinque di loro, tra cui Fiore e Castellino, saranno difesi dall’avvocato Carlo Taormina, che per un momento era stato sul punto di essere il candidato sindaco di Roma per Forza Nuova. Tra i feriti, una cinquantina di agenti di polizia. “Una cosa è la sacrosanta critica all’applicazione di uno strumento da perfezionare, come dimostrano gli scioperi in programma da parte di tutte le sigle sindacali. Una cosa sono le violenze gratuite nei confronti delle forze dell’ordine, di cui la nostra categoria è ormai stufa”, dice Domenico Pianese, segretario del sindacato Coisp.

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