La Fiamma Tricolore, Alemanno, Storace, Forza Nuova, lo stadio, e ora i No Mask, No Vax, No Green Pass. Capopopolo, ultrà, segretario, “appena” 45 anni e una vita di lotta e di governo. Sicuramente non di galera, perché nonostante le tante peripezie e i guai con la giustizia, il casellario giudiziario di Giuliano Castellino – a parte qualche nottata in cella o ai domiciliari – è pressoché immacolato. Almeno finché non arriverà a sentenza definita il processo per l’aggressione ai videomaker dell’Espresso del 7 gennaio 2019, in occasione della commemorazione della strage di Acca Larenzia, procedimento che al momento vede il vicesegretario nazionale di Forza Nuova condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi. Condanna per ora in primo grado anche per gli scontri del settembre 2017 al quartiere romano del Trullo, quando colpì tre poliziotti con dei sampietrini nel protestare contro l’assegnazione di una casa popolare a una famiglia del Bangladesh. Più lungo l’elenco delle segnalazioni delle forze dell’ordine. “Soggetto pericoloso” per il Tribunale di Roma, sorvegliato speciale dal 31 gennaio 2021 con obbligo di residenza e divieto di presenziare alle manifestazioni pubbliche. Il 31 dicembre 2015 se ne andava in giro per Roma con un etto di cocaina nella sella del motorino e 30 “bomboni” nello zaino: passò il Capodanno in cella, poi il giudice decretò che la cocaina era per uso personale e l’esplosivo serviva per festeggiare l’arrivo del nuovo anno.

Il Castellino No Vax – Castellino fino a sabato si muoveva libero tra i palazzi del potere e l’incitamento alla disobbedienza sui social. Da mesi ormai su WhatsApp inonda i cronisti romani con comunicati stampa, appelli, appuntamenti per sit-in e manifestazioni, richiami al sito L’Italia Mensile, dove sciorina il “meglio” della dottrina No-Vax. Il 28 marzo 2021 fu avvistato a Palazzo Madama per incontrare il vice presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Castellino è un sorvegliato speciale, ma è libero di muoversi”, commentavano quel giorno fonti della Digos. Gli agenti della divisione investigazioni ormai lo chiamano per nome: “A Giuliano! Ma che state a fa?”. “E dateme tempo!”, il dialogo con i poliziotti il 6 giugno 2020, quando in piena pandemia Castellino portò al Circo Massimo un centinaio di curvaioli per protestare contro le restrizioni anti-Covid. Stessa cosa il 27 ottobre in occasione della manifestazione di Forza Nuova a Piazza del Popolo: il dialogo con le forze dell’ordine, il sit-in, i cori da stadio, l’arrivo degli idranti e la guerriglia urbana nel quartiere Prati, con tanto di bombe carta e cassonetti in fiamme. Fino al comizio di sabato, accanto a Roberto Fiore, sulla scalinata della sede della Cgil dopo l’assalto.

Il Castellino “politico” – Quella No Vax è l’ultima parentesi di una “vita spericolata”, sempre a destra. E che destra. Ma guai a etichettarlo come “fascista” o persino “estremista di destra”: si rischia una querela per diffamazione dagli avvocati di Forza Nuova. Castellino però ha una grande dimestichezza con i politici e con i giornalisti. Non si sottrae mai a un’intervista, una dichiarazione, una telefonata. Anzi, ti saluta cordialmente, magari dopo aver passato tutto il tempo a insultare la categoria. Frutto di una lunga esperienza “di governo”. Castellino fu segretario romano di Fiamma Tricolore all’inizio dei 2000, quando c’era da sopperire al “riformismo” avanzato dalla Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini. E poi fu a capo del movimento Il Popolo di Roma, che sosteneva Gianni Alemanno in Assemblea Capitolina. Come dimenticare La Destra di Francesco Storace: l’attuale vicedirettore del Tempo ha stigmatizzato gli scontri nel suo editoriale sulle colonne del quotidiano romano; pochi anni fa lo ammirava mentre occupava il consiglio regionale del Lazio.

Il Castellino “ultrà” – Poi c’è lo stadio. E l’amore per la Roma. Lui che in curva ci è entrato ragazzino all’inizio degli Anni Novanta, quando l’allora patron giallorosso Giuseppe Ciarrapico favorì il cambio di colore nella Sud, con i “camerati” militanti della Fiamma che cacciarono gli storici Cucs, tradizionalmente di sinistra. Il Castellino ultrà entrò in diverse inchieste, uscendone sempre pulito: quella dei “tifosi” coinvolti sui presunti ricatti al presidente Franco Sensi, fino all’attentato al cinema Nuovo Olimpia del ’99. Pur essendo Forza Nuova un partito a trazione biancoceleste, per la “Magica” Castellino farebbe qualsiasi cosa. Anche sfidare i regolamenti creati da lui stesso e farsi un tampone e ottenere il Green pass per andare a vedere Roma-Trabzonspor di Conference League. Vicenda mai chiarita fino in fondo: lui dice di aver mostrato agli agenti all’ingresso il risultato del tampone negativo; in realtà, per passare i tornelli allo stadio bisogna essere in possesso di un Qr code.

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