“Dal 5 di dicembre passo le mie notti sul divano perché spero sempre che si apra la porta e il mio Alessandro torni a casa”. Queste le toccanti parole di Roberta Carassai, madre di Alessandro Venturelli, il ventenne di Sassuolo che lo scorso 5 dicembre si è allontanato da casa e non vi ha fatto più ritorno. Roberta è una madre dolcissima che confida la propria disperazione e impotenza alla sottoscritta, al blogger Michele Belfiore e alla criminologa Isabel Martina durante una diretta Instagram del blog @_conoscere.

Secondo Roberta, nei giorni precedenti la sua scomparsa Alessandro si comportava in modo strano, diceva alla madre di “sentirsi manipolato” e dormiva con lei, prendeva nota delle targhe delle auto che passavano vicino casa come se si sentisse in pericolo ma non chiariva chi o cosa lo stesse minacciando. Fino a quel fatidico sabato 5 dicembre quando Alessandro prepara il suo zaino, ci infila dentro qualche capo di abbigliamento, dello scotch, un metro da sarta, un telo di plastica e le chiavi dell’auto, lo getta dalla finestra e lo recupera dopo essere uscito di casa. Suo padre riesce ad intercettarlo prima che esca dal cancello e lo convince a salire in macchina con lui per poter parlare con calma, ma Alessandro fugge e fa perdere ogni sua traccia nei pochi istanti in cui il padre rientra a casa per riportare dentro il cagnolino che li aveva seguiti uscendo in strada.

Secondo Roberta, se Alessandro si è come volatilizzato nel giro di qualche minuto significa che molto probabilmente qualcuno che gli aveva dato appuntamento per quel giorno lo stava aspettando in auto lì vicino e aveva pianificato una fuga che ha portato il ragazzo lontano da casa. Dove non è dato sapere, anche se in questi mesi sono arrivate parecchie segnalazioni, l’ultima delle quali fornita da alcuni testimoni che nel corso della trasmissione “Storie Italiane” hanno raccontato di aver riconosciuto Alessandro nei pressi della stazione e in altre zone di Padova e hanno rivelato che il ragazzo dava l’impressione di condurre un’esistenza disordinata in mezzo alla strada.

A questo proposito si attendono i riscontri che gli inquirenti stanno facendo grazie alle telecamere di sorveglianza presenti nelle zone di Padova dove sono avvenuti gli avvistamenti, supportati dal fatto che il “presunto” Alessandro avesse tatuaggi in evidenza, capelli ricci e orecchini.

Inizialmente la Procura di Modena aveva aperto un fascicolo per allontanamento volontario e solo dopo tre mesi, a metà marzo, grazie all’attenzione mediatica che il caso ha suscitato, il fascicolo è passato alla Squadra Mobile di Modena e si è iniziato ad indagare per sequestro di persona contro ignoti, con la possibilità di compiere indagini in maniera più approfondita predisponendo intercettazioni e perizie informatiche sui dispositivi elettronici in uso al giovane tra cui il telefono cellulare.

Secondo il legale della famiglia, Barbara Iannuccelli, non bisogna scartare la possibilità che Alessandro possa essere entrato a far parte di una psico-setta o che qualcuno gli abbia fatto il lavaggio del cervello, perché purtroppo la cronaca è piena di storie di giovani ragazzi che si allontanano da casa dopo essere stati circuiti da soggetti o gruppi che promettono felicità, benessere e successo a chi taglia ogni legame con la famiglia d’origine.

Il papà di Alessandro, Roberto Venturelli, anch’egli intervenuto nella nostra diretta Instagram, ha raccontato che suo figlio nell’ultimo periodo soffriva di repentini sbalzi d’umore, paure immotivate, stress, momenti di tristezza e autoisolamento alternati a rabbia e aggressività, riconducibili forse ad un disagio che Alessandro aveva vissuto per svariati motivi: un lungo periodo di ospedalizzazione e riabilitazione conseguente ad un gravissimo incidente in motorino, la preoccupazione per lo stato di salute della mamma Roberta e la morte prematura di uno zio che per lui era una sorta di guida e al quale era molto legato.

In questo quadro si potrebbe pensare anche ad un allontanamento volontario indotto da uno stato di esaurimento nervoso e depressione: ciò sarebbe compatibile con le testimonianze di chi sostiene di averlo visto condurre una vita da senzatetto nelle vicinanze della stazione di Padova. I genitori di Alessandro intendono fare un appello importante anche attraverso social network come Instagram che sono molto seguiti dai giovani, magari da qualcuno che essendo molto vicino a loro figlio o appartenendo alla cerchia delle sue amicizie sappia qualcosa di più.

Roberta commossa arriva persino ad immaginare che tra coloro che stanno seguendo la diretta magari possa esserci anche lo stesso Alessandro e chiude così: “Io e il papà di Alessandro vogliamo solo rassicurarlo che lo amiamo tanto, non lo giudicheremo e rispetteremo qualsiasi sua scelta. Gli chiediamo soltanto di farsi vivo perché il nostro animo potrà prendere pace solo sapendo che lui sta bene”. Noi le auguriamo di vero cuore che questo possa accadere presto.

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