Quella sul catasto è una “operazione di trasparenza“. Così il premier Mario Draghi al termine del vertice Ue in Slovenia. “Perché nascondersi dietro l’opacità e calcolare le tasse sulla base di numeri che non hanno senso? Sono numeri che sono stati verificati vent’anni fa, moltiplicati per un numero, 160, che è il frutto di un negoziato – ha spiegato il presidente del Consiglio – Non è meglio fare luce, essere trasparenti? E poi la decisione se far pagare o meno è una decisione assolutamente diversa ma intanto facciamo chiarezza “.

Negando che la riforma del catasto sia “una patrimoniale“, come ha detto Matteo Salvini, Draghi ha puntualizzato: “Questo governo non tassa, non tocca le case degli italiani. L’ho detto fin dall’inizio: questo governo non aumenta le tasse”.

Quindi spiegando il perché della riforma del catasto, ha continuato: “Abbiamo deciso che non si tocca nulla e questa revisione prende cinque anni”. “Si fanno queste cose per riequilibrare il carico fiscale perché è fuori discussione che ci sono tante persone che pagano troppo e tante che pagano meno di quanto dovuto: alcuni esperti dicono che la maggior parte dei contribuenti finirà per pagare di meno”, ha quindi aggiunto Draghi. Quella sul catasto, ha ribadito, “è una operazione trasparenza, l’altra”, la scelta di intervenire sulle tasse sulla casa, “di politica fiscale: infatti abbiamo deciso che non si tocca assolutamente nulla”.

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