I Benetton escono dal patto di Mediobanca. Edizione, la finanziaria della famiglia veneta, ha reso noto che è stata inviata disdetta dell’accordo di consultazione fra i soci Mediobanca, patto a cui i Benetton vincolavano una quota del 2,1% della banca d’investimento milanese. La vera partita però si svolge però ad oltre 400 kilometri dalla “Madonnina”. Mediobanca è infatti il primo azionista delle Generali di Trieste, primo gruppo assicurativo italiano, con una partecipazione del 12,8%. A loro volta i Benetton hanno una quota diretta nelle Generali del 3,9%.

La disdetta data dai Benetton, scrive Edizione, “si colloca nell’ambito del percorso di ridefinizione delle linee strategiche del Gruppo e ha l’obiettivo di mantenere l’assoluta neutralità della visione di Edizione in relazione alle partecipazioni finanziarie detenute, con la volontà di non schierarsi nelle attuali vicende che occupano Mediobanca, pur esprimendo pieno apprezzamento per l’attività svolta dal suo management”. Alla presidenza di Edizioni siede Enrico Laghi, che tra i suoi numerosi incarichi è stato anche commissario straordinario dell’Ilva di Taranto, è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione in atti giudiziari in un’inchiesta della Procura di Potenza.

Su Generali è in corso un braccio di ferro tra i grandi azionisti sulle linee strategiche e le nomine dei vertici. Una contesa destinata a durare fino al prossimo aprile quando il gruppo riunirà l’assemblea per la scelta del consiglio di amministrazione. L’attuale dirigenza capitanata dal francese Philippe Donnet e sostenuta da Mediobanca, è invisa al patron di Luxottica Leonardo Del Vecchio che ha portato la sua quota in Generali al 5,1% e possiede anche il 18,9% di Mediobanca. A fianco di Del Vecchio c’è Francesco Gaetano Caltagirone, a sua volta titolare di una partecipazione del 4,4% in Generali e del 3% di piazzetta Cuccia. Quarto azionista la famiglia Benetton. La Fondazione cassa di risparmio di Torino ha un altro 1,3% e si è schierata con Caltagirone e Del Vecchio. Uscendo dal patto di Mediobanca i Benetton evitano di schierarsi “automaticamente” contro i due imprenditori. Ieri la banca milanese ha annunciato di aver messo in piedi un’operazione finanziaria che le consentirà di avere una quota di diritti di voto in Generali del 17,2% alla data dell’assemblea.

Oggi Philippe Donnet, non ha voluto commentare le mosse degli azionisti . Interrogato dai giornalisti a Bruxelles nel corso di una conferenza stampa per presentare la prima edizione del Sme EnterPrize, dedicato alle piccole e medie imprese europee, il manager francese ha risposto “Grazie per la domanda ma non risponderò poiché non è il tema della conferenza stampa di oggi”.

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