Prima l’indiscrezione del Financial Times, poi la conferma della Casa Bianca: i viaggiatori internazionali completamente vaccinati potranno entrare negli Stati Uniti. Con questa decisione, di fatto viene messa la parola fine ai 18 mesi di divieto imposti da Donald Trump all’inizio della pandemia e poi mantenuti da Joe Biden. Il cambio di rotta dell’amministrazione Biden, che arriva all’avvio dei lavori dell’assemblea dell’Onu e mentre le tensioni fra Stati Uniti e Francia sono alte, si inserisce – hanno fatto sapere alcune fonti ai media – in una revisione più ampia sui viaggi internazionali volta a sostituire i divieti al momento in vigore per differenti aree del mondo. Confermando le indiscrezioni di stampa, poi, il governo Usa ha spiegato che toccherà al Centers for Disease and Prevention determinare cosa si intende con la locuzione “pienamente vaccinati”. Resta il fatto che tra poco più di un mese i viaggiatori internazionali – Europa, Gran Bretagna, Cina, Iran e Brasile – che entreranno negli Stati Uniti dovranno presentare la prova del vaccino prima dell’imbarco, insieme all’esito negativo di un test per il Covid condotto nei tre giorni precedenti al viaggio. Queste modalità sono state comunicate dal coordinatore della risposta al Covid della Casa Bianca, Jeff Zients. Nell’annunciare l’allentamento delle restrizioni, l’amministrazione Biden ha messo in evidenza che i cittadini americani non vaccinati avranno bisogno di un test il giorno prima di partire per gli Usa. Coloro che sono vaccinati non dovranno effettuare la quarantena e le compagnie aeree, in base alle disposizioni, dovranno raccogliere le informazioni dei passeggeri per facilitare il tracciamento.

Non sono mancati i commenti positivi da parte della comunità internazionale. “Accolgo con favore la revoca del divieto di viaggio verso gli Stati Uniti per i cittadini dell’Unione Europea completamente vaccinati. Una decisione logica visto il successo della nostra campagna di vaccinazione” ha detto il commissario europeo all’Industria, Thierry Breton, su Twitter, dopo un incontro a Washington con Jeff Zienst. Simile la posizione della commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson. Il premier britannico Boris Johnson, in visita a New York per partecipare all’Assemblea Generale dell’Onu e incontrare tra gli altri il presidente americano Joe Biden dopo il patto di ferro sottoscritto con Washington e Canberra sul fronte indo-pacifico (Aukus), ha reagito con toni entusiasti: “Sono felice – ha twittato – sarà una fantastica spinta per il business, i commerci e per le famiglie che potranno riunirsi fra le due sponde” dell’Atlantico. Londra ha assunto di recente un provvedimento analogo, per chi viaggia nel Regno dai Paesi Ue e dal Nord America, esonerando dall’obbligo di quarantena dal 4 ottobre tutti coloro che siano doppiamente vaccinati. “Siamo grati agli Usa per aver riconosciuto i progressi fatti dal Regno Unito contro il Covid-19, segnati da una tendenza al calo dei nuovi casi e da un elevato tasso di vaccinazioni”, ha dichiarato a sua volta dame Karen Pierce, ambasciatrice britannica a Washington, sottolineando anche lei i benefici che ne deriveranno all’industria del turismo, ai trasporti, a molti settori di business “di entrambi i nostri Paesi” e soprattutto alle famiglie che potranno “riunirsi ai propri cari”. “Accogliamo con favore l’annuncio degli Stati Uniti che i viaggiatori dell’Ue completamente vaccinati potranno presto viaggiare di nuovo negli Stati Uniti. Una tappa molto attesa per le famiglie e gli amici separati e una buona notizia per gli affari. Continueremo a lavorare per viaggiare sicuri” ha comunicato la Commissione europea attraverso i suoi canali Twitter.

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