È lo scorso aprile quando Jimmy Hoffmeyer racconta alla Associated Press quanto accaduto alla figlia di 7 anni, Jurnee. La bambina è tornata a casa da scuola con i capelli tagliati solo da un lato: un compagno di classe, o meglio un bullo, ha preso le forbici e ha agito sulla folta chioma della bambina mentre si trovavano sul bus della scuola. Siamo in Michigan, alla Mount Pleasant Public Schools. La storia non finisce qui: i genitori portano Jurnee dal parrucchiere per cercare di ‘equilibrare’ il taglio ma due giorni dopo Jurnee torna a casa con i capelli di nuovo tagliati, sull’altro lato. Stavolta è stata la maestra a tagliare. Tutto questo, secondo il papà, è la conseguenza di pregiudizi razziali: la figlia è mulatta. Ecco perché Hoffmeyer ha deciso di fare causa alla scuola per un milione di dollari e il processo è arrivato alla corte federale di Grand Rapids lo scorso martedì 14 settembre. Nell’accusa si legge che la scuola “non è riuscita a formare, monitorare, dirigere, disciplinare e supervisionare adeguatamente i propri dipendenti“. Stando agli atti la bambina ha subito un forte stress emotivo. La scuola ha fatto sapere che il dipendente che ha tagliato i capelli di Jurnee senza il consenso della famiglia e dell’istituto ha violato la policy della scuola.

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