“Siamo rimasti per ore all’aeroporto abbandonati e senza informazioni“. Dopo le forti piogge nel Nord Italia di giovedì sera, molti dei voli previsti da Milano non sono decollati. Per tanti si è trattato di un semplice contrattempo, invece i passeggeri di un volo Easyjet da Linate a Palermo sono stati protagonisti di una vera e propria odissea. “Saremmo dovuti partire alle 19:20 – racconta uno dei viaggiatori – quindi sono arrivato in aeroporto alle 18:00“. Mentre l’uomo inganna il tempo in attesa dell’imbarco, “fuori si scatena l’inferno”. Un violento nubifragio rende immediatamente palese che potranno esserci dei ritardi significativi. Comunicazioni però non ne arrivano, e così i passeggeri superano i controlli e si avvicinano al gate. Il tempo passa, la fila si ingrossa e ormai è chiaro che il volo non lascerà Milano nei tempi previsti. Più di mezz’ora dopo rispetto all’orario nel quale i viaggiatori sarebbero dovuti iniziare a salire sul mezzo – le 19:05 – finalmente arriva qualche notizia: “Viene annunciato il ritardo, dovremmo partire alle 20:30, ma non viene annunciato da qualcuno della compagnia, in modo che tutti possano sentire. Lo si deve leggere sul tabellone”. I viaggiatori aspettano ancora, fino a che “non inizia uno pseudoimbarco. A quel punto ci fanno salire nel finger – la sorta di tubo che porta dall’interno dell’aeroporto all’aereo vero e proprio – e ci lasciano lì. Per 20 minuti o più senza nessuna informazione, ma senza nemmeno farci sedere dentro l’aereo”.

Inizia a crescere il malcontento, finché i passeggeri non vengono fatti uscire dal finger e tornano al gate. “Ci dicono che stavano facendo carburante, ma che hanno dovuto interrompere le operazioni per il rischio – d’incendio – dato dai fulmini. A quel punto era evidente per tutti che fosse impossibile partire”. Il decollo viene però ulteriormente rimandato, stavolta alle 21:30. Fino ad allora e oltre dagli addetti “silenzio stampa“. Arrivano le 22:10, la bufera è calata e alcuni voli – per Parigi o Madrid – stanno decollando. Ma l’aereo per Palermo è ancora a Linate e i viaggiatori – o ormai solo aspiranti tali – si accorgono della novità: “Stavano iniziando a riportare a terra i nostri bagagli“. Dalla fila inizia a passare la voce che il volo sia stato cancellato e pochi minuti più tardi “ci annunciano candidamente che siamo tutti fermi e che dobbiamo ritornare al banco del check in” per chiedere il rimborso o prenotare un volo per il giorno seguente.

Mentre i passeggeri – “quasi un centinaio” – rifanno in tutta fretta il percorso al contrario fino alla hall d’ingresso dell’aeroporto, dove appunto si esegue il check in, si sono fatte le 23:00. La corsa inizialmente sembra però essere inutile: “Per altri 20 minuti non si presenta nessuno. Poi arrivano due hostess – che poverine non biasimo – che iniziano a gestire la fila. Del caposcalo o di altri responsabili della compagnia nessuna traccia”. Ormai tutti sono scontenti: ci sono famiglie con bambini e lavoratori che hanno bisogno di essere a Palermo il giorno successivo. “In un quarto d’ora sono riuscito a mettermi su un volo da Malpensa per il giorno successivo – racconta il passeggero – ma la coda era ancora lunga e dubito che l’ultimo abbia trovato posto“. A chi abita fuori Milano viene fornito un alloggio, ma chi vive in città deve cavarsela autonomamente: “Ho dovuto pagare – senza rimborsi – sia il taxi per tornare a casa la sera, sia il treno per la mattina dopo”. Nonostante le compagnie, per ritardi superiori alle 2 ore, debbano fornire alle persone un pasto e acqua, “Easyjet non ci ha fatto avere niente”. “Bastava solo che ci dicessero che non si poteva volare in sicurezza – conclude poi – invece ci hanno fatto aspettare quasi fino a mezzanotte. È l’ennesima dimostrazione che trattano i passeggeri come bestiame“.

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