Il numero di questo mese di Millennium, il mensile d’inchiesta de Il Fatto Quotidiano diretto da Peter Gomez, è dedicato alla stampa in Italia, alla censura e all’autocensura. Chi ama l’ambiente come me avrebbe molto da dire al riguardo, specie per quanto riguarda l’informazione della televisione di regime che rimane pur sempre la più seguita dalla gente.

Potremmo cominciare con l’osservare come le notizie che riguardano l’ambiente (ovviamente negative) nei notiziari non solo non siano mai riportate in apertura, ma siano fornite solo a margine, quasi che fossero effetti collaterali. Ma per essere riportate debbono avere comunque una portata catastrofica altrimenti è il silenzio. Cioè debbono bruciare almeno ventimila ettari in Sardegna o deve esserci un uragano sulla costa atlantica degli Usa.

In questo periodo l’Asia Centrale sta affrontando una siccità senza precedenti, il Lago Balkash si sta ritirando velocemente ma chissenefrega. Del resto, non è significativo che una delle voci più documentate e ascoltate in campo scientifico, Luca Mercalli, sia stato estromesso tempo fa dalla trasmissione buonista per eccellenza, quella di Fabio Fazio? Ma il buonismo, appunto, ci permette di toccare un altro argomento dell’informazione ambientale, che è la messa in onda di una trasmissione come Geo&Geo. In questa trasmissione tutto è a chilometri zero, l’economia è circolare, e se ti mostrano le cave di marmo delle Apuane, è solo per celebrare l’antico mestiere del cavatore, non già per mostrare uno dei disastri ambientali più evidenti del Paese.

Con Geo&Geo gli animi vengono anestetizzati, quasi che tutta l’agricoltura sia estensiva e biologica, che non esistano gli allevamenti intensivi e il taglio delle foreste. Lo spettatore non si deve agitare “va tutto bene” come diceva il Romano Prodi di Corrado Guzzanti. E comunque non diamo credito a quei menagramo di ambientalisti, dobbiamo sapere che ci sarà pur sempre la scienza a salvarci, ed allora ecco l’inossidabile baconiano Piero Angela o il meno estremista Mario Tozzi (il Covid si combatte con il vaccino, guai a parlare del nostro stile di vita). All’inizio parlavo di “regime”. Non è forse un regime questo che tende con l’informazione ad anestetizzare le coscienze? Che non ti dice del disastro militare di Capo Teulada? Che ti dice che le grandi opere creeranno lavoro, ma non che esse sono perfettamente inutili e gli stessi soldi potrebbero andare alla cura del territorio, alla scuola ed alla sanità pubbliche? Questo non è il migliore dei mondi possibili, tutt’altro. E preoccupiamoci, e molto, per i nostri figli.

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