Dal 2022 i ricavi da abbonamento generati da Netflix in Italia verranno contabilizzati direttamente nel nostro Paese. E’ l’effetto dell’ultima decisione presa dal colosso dello streaming: dare vita a Netflix Italia. A riportarlo è Il Sole 24 Ore dell’8 settembre, secondo cui il canone mensile corrisposto dagli iscritti alla piattaforma non verrà più pagato, quindi, alla società olandese Netflix International BV ma a un’entità già oggi operante su suolo nazionale: si tratta della Los Gatos Services Italia (19 milioni di ricavi, 836 mila euro di utile e 402.398 euro di imposte), che dal 2022 cambierà dunque nome in Netflix Italia.

Con la nascita della nuova società, sarà dunque possibile conoscere i ricavi generati da Netflix in Italia e per il gruppo cambierà la relativa tassazione, che vedrà peraltro aggiungersi all’Iva anche le imposte sui redditi dei lavoratori trasferiti o assunti nella Penisola. Un passo, quello dell’azienda fondata da Reed Hastings, già compiuto a inizio anno nei più ricchi mercati di Francia, Spagna e Regno Unito e che nasce dalla volontà di aderire ai principi di fiscalità internazionale rinegoziati in sede G20 e Ocse per favorire la tassazione delle multinazionali anche nei Paesi di distribuzione di beni e servizi digitali.

Non solo questa motivazione però. C’è anche il fatto, ricorda il quotidiano di Confindustria, che dal 2019 l’azienda è in trattative con Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate dopo le accuse di possedere una stabile organizzazione e infrastrutture fisiche essenziali in Italia senza tuttavia versare le tasse sugli utili connessi agli abbonamenti locali. In quest’ottica, la mossa va quindi letta come un tentativo di ricucire lo strappo con le autorità italiane da parte del colosso da 209 milioni di abbonati nel mondo e un fatturato complessivo di 6,6 miliardi di dollari.

Oggi Netflix lavora in Italia con due società: la già citata Los Gatos Services Italia e la Los Gatos Entertainment Italy, che secondo Il Sole 24 Ore avrebbe registrato nel 2020 un utile di 164.130 euro a fronte di 3,6 milioni di ricavi e 72.985 imposte pagate.

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