Nonostante l’arrivo dei tanto attesi vaccini contro il Covid19 e nonostante le annunciate campagne di sensibilizzazione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) lancia l’allarme: “Nelle ultime sei settimane in Europa la vaccinazione contro il Covid-19 è rallentata“. L’annuncio è arrivato da parte del direttore generale dell’Oms, Hans Kluge, che ha definito “preoccupante l’aumento di tassi di trasmissione del virus nelle ultime due settimane, combinato con bassi livelli di vaccinazione in alcuni Paesi. Si tratta di una diminuzione del 14% a causa di una mancanza di accesso ai vaccini in certi Paesi e la mancanza di un’accettazione della vaccinazione in altri”. Kluge ha esortato ad aumentare la capacità di produzione e a condividere le dosi disponibili mettendo da parte eventuali tentazioni nazionaliste.

Allo stesso tempo, alcuni Paesi nella regione europea secondo l’Oms “stanno cominciando ad avere un carico crescente sugli ospedali e più morti. La scorsa settimana abbiamo avuto un aumento dell’11% nel numero dei decessi nella regione e una proiezione affidabile indica” che potrebbero esserci “236mila morti in Europa entro l’1 dicembre“. A determinare questi numeri ci sarebbero tre principali fattori: “La variante Delta più trasmissibile, ora segnalata in 50 Paesi della regione su 53; l’allentamento delle misure di sanità pubblica e un’impennata dei viaggi” in estate.

“Dobbiamo essere risoluti nel mantenere livelli multipli di protezione – ha sottolineato Kluge – dalle vaccinazioni anti-Covid alle mascherine. La vaccinazione è un diritto, ma è anche una responsabilità. E la stagnazione nella diffusione dei vaccini nella nostra Regione è motivo di seria preoccupazione”. Il direttore dell’Oms fa poi notare come “in circa 8 mesi sono state somministrate quasi 850 milioni di dosi, con quasi la metà della popolazione della Regione completamente vaccinata. Questo è un risultato notevole”, ma in chiaro contrasto con le ultime sei settimane in cui la diffusione della vaccinazione nella Regione è rallentata. “Ora che le misure sanitarie e sociali sono state allentate in molti Paesi, l’accettazione della vaccinazione da parte del pubblico è fondamentale se vogliamo evitare una maggiore trasmissione, malattie più gravi, un aumento dei decessi e un rischio maggiore che emergano nuove varianti di preoccupazione”, ha continuato Kluge. “Ad oggi solo il 6% delle persone nei Paesi a basso e medio reddito della nostra Regione ha completato il ciclo vaccinale. Anche se quasi 3 operatori sanitari su 4 nella nostra regione hanno completato la vaccinazione, ci sono Paesi che sono riusciti a vaccinare solo 1 sanitario su 10. C’è una chiara necessità di aumentare la produzione, condividere le dosi e migliorare l’accesso ai vaccini degli Stati membri. Tutti, ovunque, dovrebbero avere il diritto di ricevere il ciclo vaccinale completo“.

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