Mi ha salvato la vita un infermiere, un uomo con molta esperienza”. Così Papa Francesco ha risposto a una domanda sulla sua salute a due mesi dall’intervento al colon al quale è stato sottoposto, il 4 luglio scorso, al Policlinico Gemelli. In una lunga intervista a radio Cope, l’emittente della Conferenza episcopale spagnola, Bergoglio ha parlato per la prima volta della sua recente operazione e ha manifestato tutta la sua gratitudine per Massimiliano Strappetti, l’infermiere del Fondo assistenza sanitaria, l’ambulatorio del Vaticano, che ha organizzato il ricovero e l’intervento al Gemelli e che poi ha seguito l’illustre paziente durante tutta la degenza durata dieci giorni e la lunga convalescenza a Casa Santa Marta.

“È la seconda volta nella mia vita – ha spiegato Francesco – che un infermiere mi salva la vita. La prima è stata nell’anno ‘57”. In quel periodo, infatti, quando aveva 21 anni, il Papa subì l’asportazione del lobo superiore del polmone destro a causa di tre cisti. Quella volta a salvarlo fu una suora italiana che, contro il parere dei medici, cambiò la medicazione che dovevano somministrare a Bergoglio per curarlo dalla polmonite di cui soffriva. “Quando mi sono ripreso dall’anestesia, – aveva raccontato in precedenza il Papa riferendosi a quell’intervento – il dolore che sentivo era molto intenso. Non è che non fossi preoccupato, ma ho sempre avuto la convinzione che sarei guarito”. E ancora: “Non ho mai sentito alcuna limitazione nelle mie attività”. Anche nei diversi viaggi internazionali “non ho mai dovuto limitare o cancellare” nulla dal programma. “Non ho mai provato affaticamento o mancanza di respiro (dispnea). Come mi hanno spiegato i medici, il polmone destro si è espanso e ha coperto tutto l’emitorace omolaterale”.

Nell’intervista rilasciata a Cope, alla domanda su come stia di salute, Francesco ha risposto ironicamente: “Sono ancora vivo”. E poi ha smentito fermamente l’ipotesi che stia pensando alle dimissioni dopo l’intervento al colon, sulla soglia degli 85 anni che compirà il 17 dicembre prossimo: “Quando un Papa è malato, si alza un vento o un uragano di conclave”. Del resto, Bergoglio ha confermato l’impegnativo programma del viaggio che dal 12 al 15 settembre prossimi lo vedrà prima a Budapest per la chiusura del Congresso eucaristico internazionale e poi in Slovacchia per una visita pastorale. Nonostante siano state decise prima dell’intervento al Gemelli, le tappe non sono state minimamente modificate. Segno eloquente che le condizioni di salute del Papa sono buone.

Francesco ha ripreso anche le udienze private dimostrando a chi lo incontra una ripresa notevole e rapida per un uomo della sua età. “Vorrei chiedervi scusa se non parlo in piedi, ma ancora sono nel periodo post operatorio e devo farlo da seduto. Scusatemi”, ha detto incontrando recentemente in Vaticano i parlamentari cattolici. Ma non ci sono segni che destano preoccupazione sulla sua salute tanto da far ipotizzare le dimissioni in tempi brevi. In una precedente intervista, un giornalista gli aveva domandato: “Lei pensa alla morte?”. “Sì”, aveva risposto il Papa. “Ha paura?”, aveva incalzato il cronista. “No. Per nulla”, aveva replicato Bergoglio. “Come immagina la sua morte?”, gli aveva chiesto allora il giornalista. “Come Papa, – era stata la risposta di Francesco – in carica oppure emerito. E qui, in Roma. In Argentina non torno”.

Twitter: @FrancescoGrana

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