C’era una volta, e c’è ancora, una linea ferroviaria lenta dove un tempo viaggiavano le littorine, piccoli vagoni dall’aspetto tenero e antico, oggi quasi o del tutto (purtroppo) sostituite da vetture, moderne sì, ma assai meno affascinanti, sulle rotaie che collegano l’infinita costellazione di paesi più o meno minuscoli della sconfinata provincia di Lecce. Questo è uno dei più bei viaggi con le Ferrovie del Sud Est, 474 km di linee ferroviarie nelle quattro province meridionali della Puglia, che collegano fra loro le città di Bari, Brindisi, Taranto e Lecce, appunto.

Una vera amenità che ho provato più e più volte, sia per andare dal mio paese natale, Squinzano, fino alle viscere del sud Salento, quando per anni ho preferito non guidare l’automobile, sia per compiere dei bellissimi tour attraverso i paesi tramite i treni storici, organizzati dall’associazione Rotaie di Puglia, per la riscoperta dei tesori del territorio e di un modo nuovo di viaggiare, appunto con lentezza.

Torniamo al presente, in una giornata particolarmente afosa causa scirocco senza fine, vento che flagella le nostre vite salentine sin dalla nascita, costringendoci a invocare la sferzante secca tramontana, il vento da nord che però ‘non è più quello di una volta’. In questo mio agosto senza giorni e senza date, scandito da ritmi determinati dalla temperatura del momento, mentre boccheggiavo dopo pranzo dando un’occhiata sonnacchiosa a Facebook, hanno cominciato a comparire in tempo reale foto di Madonna nella città di Lecce.

Avevo già notato che per festeggiare il suo compleanno era ritornata da qualche giorno a Savelletri, nel brindisino, nella lussuosa struttura dove aveva già trascorso una vacanza da sogno qualche stagione fa in occasione di un altro compleanno. Mi ero accorta infatti delle colonne di carparo che facevano capolino nelle sue immagini di Instagram, inconfondibile testimonianza che era di nuovo nella nostra terra. Quello che mi ha sorpreso, mentre scorrevano diverse foto sul social, sono state le immagini che la ritraevano mentre usciva dalla stazione ferroviaria di Lecce.

Mi sono chiesta come mai avesse scelto di arrivare in treno! La risposta non ha tardato ad arrivare. Madonna, legata alle sue origini italiane, avendo scoperto l’esistenza dei treni storici che viaggiano, partendo da Sulmona (particolarmente suggestiva la Transiberiana d’Italia) lungo l’Abruzzo, terra da cui ha origine la sua famiglia, ha desiderato compiere il viaggio da Fasano alla città di Lecce con le vetture storiche, percorrendo questo tratto insieme a figli, fidanzato, collaboratori e tutta la sua festosa banda con la quale, una volta arrivata a destinazione, ha girato per le vie del centro storico, in contemplazione del nostro Barocco.

Dunque il treno speciale di Fondazione Fs italiane, organizzato per l’occasione, è stato prima trasferito da Sulmona a Bari il giorno precedente, arrivando poi a Fasano, per ripartire con Madonna e i suoi ospiti alla volta del capoluogo salentino, facendo ritorno nel tardo pomeriggio della stessa giornata. Grande plauso alla signora Ciccone per essere, come sempre, ‘avanti’. Solo lei poteva conferire maggiore lustro alla di per sé già splendida iniziativa dei treni storici delle ferrovie, che spero anche grazie a un lancio pubblicitario di questa portata possano vivere maggiore meritata fortuna in futuro. Un interrogativo su tutti: come abbia potuto resistere a quel caldo afoso vestita così com’era.

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