Un’altra notte piena di atleti italiani in gara e a caccia di podio, con l’ormai consueto bilancio dolceamaro che ha accompagnato la nostra spedizione piena di medaglie, ma spesso a pochissimo da ori che non riescono ad arrivare. A portare a casa l’argento è Mauro Nespoli che sale sul podio dopo la gara individuale nel tiro con l’arco. L’azzurro è stato sconfitto in finale dal sorprendente turco Mete Gazoz per 6-4. Medaglia d’oro alla Turchia e bronzo al giapponese Takaharu Furukawa, che ha battuto il cinese di Taipei Tang Chih-Chun per 7-3 nella finalina di consolazione.

Simona Quadarella era chiamata prima di tutto a dimostrare di cambiare registro dopo la delusione nei 1500 stile libero. E ci è riuscita alla grande, come solo le campionesse vere sanno fare. Ha ottenuto un bronzo negli 800 sl che è il massimo possibile in una vasca in cui c’era la più grande di tutte, Katie Ledecky e la più in forma di tutte, l’australiana Ariarne Titmus, argento oggi e oro nei 200 e 400 sl. Lei stessa a fine gara ha detto di aver messo in gara veleno e cervello, quello che ci vuole quando sei all’angolo e devi rialzarti. Intanto la nazionale italiana del basket batte la Nigeria 80-71 e si qualifica per i quarti.

L’altro bronzo di giornata arriva dal pugilato, da Irma Testa nella categoria 57 kg. La sua semifinale è divisa in due parti molto diverse. Nel primo round l’avversaria di Irma, la filippina Neshty Petecio, molto più bassa della pugile italiana, non attacca e Irma la tiene a distanza con colpi di sbarramento premiati dai giudici. Dal secondo round invece Petecio inizia a entrare sotto la guardia della Testa e a sferrare colpi con maggiore energia e velocità. Non sono colpi molto precisi o potenti, ma arrivano in gran numero rispetto ai pochi colpi che la pugile di Torre Annunziata riesce a sferrare. Da quel momento i giudici premiano l’atteggiamento più aggressivo della Petecio e Irma non riesce più a entrare nel match, perdendo per 4-1. Anche se l’incontro lascia un po’ di amaro in bocca, non si può dimenticare come sia un altro bel bronzo vinto da una ragazza ancora giovane, che ha affrontato nel suo cammino olimpico tutte avversarie molto forti. Insomma Irma si è sudata questo bronzo, come ha sempre fatto con tutto nella vita.

Oltre le medaglie siamo arrivati quarti nella staffetta mista del nuoto, con il record italiano di Thomas Ceccon nei 100 dorso della prima frazione in 52.23. Ceccon insieme a Martinenghi, Di Liddo e Federica Pellegrini hanno nuotato tutti al loro meglio possibile in questo momento e per questo non ci si può troppo rammaricare per la medaglia di legno. Nella seconda semifinale dei 50 metri stile libero, Lorenzo Zazzeri riesce a entrare in finale olimpica con un crono di 21.75. È una finale con i padroni della velocità come Manadou, Fratus, Dressel e Proud ed è bello vedere Zazzeri sfidarli con il settimo tempo di entrata.

Il Comitato Olimpico Internazionale, accogliendo la richiesta avanzata dal Presidente del Coni, Giovanni Malagò, subito dopo il terzo posto nel 4 senza di canottaggio ottenuto da Matteo Castaldo, Marco Di Costanzo, Matteo Lodo e Giuseppe Vicino, ha deciso di assegnare anche a Bruno Rosetti il bronzo. L’azzurro era stato fermato dalla positività al Covid a poche ore dalla finale conquistata insieme ai compagni. L’ufficialità – si legge in una nota – è arrivata attraverso il Direttore Sport del Cio, Kit McConnell, che ha recepito l’istanza, considerandola fondata, in ragione della complessità del momento vissuto e del contributo offerto dal canottiere per il raggiungimento della finale da parte dell’imbarcazione.

Le sciabolatrici hanno raggiunto prima la semifinale, battendo la Cina per 45-41 con buone prove di Rossella Gregorio, Irene Vecchi e Martina Criscio, per poi essere spazzate via dalla Francia che nella semifinale raggiunge il 30-14. Per il terzultimo assalto entra la nostra riserva, Michela Battiston, quasi per dare anche a lei la possibilità successivamente di lottare per una medaglia di bronzo e invece recupera con un assalto da 18-5, portando la sfida sul 35-32. Purtroppo però Irene Vecchi e Rossella Gregorio non riescono a recuperare ancora e l’Italia perde 45-39 e ora dovranno giocarsi il bronzo contro la Corea.

Nella seconda giornata di atletica leggera altre buone sensazioni dai nostri atleti. Linda Olivieri eguaglia subito il suo personale nei 400 ostacoli, raggiungendo la semifinale, a cui accede anche Yadisleidis Pedroso con il tempo di ripescaggio di 55.57. A fallire il 5.30 di entrata è Claudio Stecchi, nel salto con l’asta. Ma Claudio si è operato al ginocchio a inizio stagione e non ha mai recuperato.
Luminosa Bogliolo è terza nella sua batteria e qualificata alla semifinale, mentre il risultato più bello è di Daisy Osakue, capace con il secondo lancio di eguagliare il record italiano di Agnese Maffeis, che nel 1996 lanciò il disco a 63.66. Raggiunge anche lei la finale e si mette in scia di parecchi compagni di squadra i quali proprio nel momento più importante, in una gara olimpica, migliorano i loro standard. Mauro Nespoli regola con un netto 6-0 il brasiliano Marcus D’Almeida agli ottavi dell’individuale del tiro con l’arco e accede ai quarti di finale.

La delusione più grande di giornata arriva invece dal Trap misto. Per settimane prima dei Giochi si è parlato della strana situazione in cui si sarebbero trovati a Tokyo i nostri due migliori tiratori, Jessica Rossi e Mauro De Filippis, sposati e poi separati. Dovevano sparare insieme per cercare di vincere una medaglia d’oro alla loro portata. Non si sa se questo abbia inciso ma i due sono stati disastrosi, mai veramente in lizza per il passaggio del turno per una delle due sfide per le medaglie. In particolare Jessica Rossi, la peggiore di tutti i partecipanti alla gara, ha colpito 67 piattelli su 75. La dodicesima posizione della coppia più attesa fa molto male, mentre ancora una volta San Marino può stupire. Insieme alla medaglia di bronzo dell’individuale, Alessandra Perilli, ha sparato alla grande anche Gian Marco Betti e sono entrati nella finale per l’oro contro la coppia spagnola, Galvez-Fernandez. Per il Titano ci sarà di nuovo una medaglia, che potrebbe anche essere del metallo più prezioso.

Al di là degli italiani, da sottolineare nei 100 farfalla uomini la vittoria con record del mondo in 49.45 di Caleb Dressel. Il nuotatore americano si candida fortemente a essere la faccia del nuoto in questa Olimpiade, in quanto ha vinto 100 stile libero e 100 farfalla, come solo Mark Spitz a Monaco 1972 prima di lui.

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Tokyo 2021, Nespoli medaglia d’argento nel tiro con l’arco. Sollevamento pesi: bronzo per Nino Pizzolato

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