I paragoni tra la persecuzione subita dagli ebrei durante la Shoah e l’introduzione del green pass che si sono visti nelle piazze dei no vax sono “follie“. Così la definisce la senatrice a vita Liliana Segre, testimone degli orrori dei campi di sterminio. Sono dei “gesti in cui il cattivo gusto si incrocia con l’ignoranza: siccome spero di non essere né ignorante né di avere cattivo gusto, non riesco a prendermela più di tanto”, commenta ancora Segre, che si non si definisce più stupita per quanto visto nelle manifestazioni dei no vax: l’uso distorto della memoria è una vergogna che dura da tempo, spiega la senatrice nel corso della sua intervista a Pagine Ebraiche.

Sabato, durante le proteste contro il green pass, a Napoli come a Genova e Roma in tanti hanno sfilato con appuntate sulle magliette delle stelle di David per ricordare le famigerate stelle gialle di stoffa che gli ebrei furono costretti a mostrare con il varo delle leggi razziali durante il nazismo. Un marchio doloroso che il popolo no vax paragona alle disposizioni anti covid, come le mascherine prima e il green pass adesso. Proseguendo ancora con la simbologia nazista, in piazza si sono visti pure cartelli che mostravano il green pass accostato a svastiche. In alcune piazze si è levato anche il grido ‘Norimberga, Norimberga‘, anche qui lugubre richiamo al processo ai gerarchi del Reich dopo la seconda guerra mondiale. A Roma il paradosso: accanto alle svastiche e al grido di ‘dittatura’ ha sfilato anche l’estrema destra.

“Dopo aver visto l’adorato viso di Anna Frank usato allo stadio non mi stupisco più. Non dico che sono insensibile, ma mi è venuta una sorta di scorza”, il commento amaro di Segre. Che però specifica come condannare chi rifiuta il vaccino, chi straparla di ‘dittatura sanitaria‘ e fa insensati richiami alle leggi razziste sia un atto dovuto: “È un tale tempo di ignoranza, di violenza, neanche più repressa, che è diventato maturo per queste distorsioni. È una scuola che è stata recepita in cui i bulli sono i più forti“, la riflessione della senatrice a vita, che guardando alle piazze no vax auspica si tratti solo di un fenomeno minoritario. “Voglio in ogni caso sperare che quei manifestanti rappresentino una minoranza. Perché come si fa a non vaccinarsi con una malattia terribile come questa che ha ucciso senza distinzioni?”.

A chi non fa parte del mondo no vax ma continua ad avere timore del vaccino, Segre ricorda che “la paura si supera”. Insomma, “se l’unica arma per combattere questa malattia è il vaccino, non ne conosciamo altre, e facciamo il vaccino allora. Io non ci ho pensato due minuti a farlo, anzi ero molto contenta. E così si sono vaccinati tutti nella mia famiglia. Non sono un medico, ma credo a quello che mi si dice”. Proprio per essersi vaccinata, Segre è stata oggetto di molti attacchi online: “Incredibile – dice ancora a Pagine Ebraiche – anche per quello mi hanno attaccata. Hanno detto che avevo delle azioni di Pfizer. Magari. Purtroppo non ne possiedo. Non mi stupiscono nemmeno queste bugie“. La senatrice a vita ai no-vax invia un messaggio chiaro: “Se uno vuole vedere il complottismo ovunque, beh resti a casa. Da solo. Non giri per le strade, non vada nel mondo, non danneggi gli altri. Poi lo so, di solito chi fa quelle scelte non si preoccupa del prossimo”.

Già nei giorni scorsi la comunità ebraica era intervenuta per stigmatizzare il parallelo offensivo e improprio Shoah – Green pass. “Sta montando un clima di odio e di intolleranza molto pericoloso. Far riferimento alla Shoah con tanta superficialità, è un segnale di forte allarme. La politica inizi a moderare i toni”, aveva detto la presidente della Comunità Ruth Dureghello. E anche un sopravvissuto alla Shoah come Sami Modiano era intervenuto per dire che “è un paragone inaccettabile, la stella gialla è stato dolore, ha significato abbandonare la propria casa, è stata sofferenza. Nulla di ciò che ho visto è uguale a tutto questo, nulla“.

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