Contagi in aumento, piccoli focolai, nuove ordinanze anti movida. A Pantelleria i contagi sono una settantina, a Stromboli una quindicina, a Rimini si sono contati 90 nuovi positivi domenica e 56 lunedì, a Bentonico (Trento) un hotel è stato chiuso per qualche giorno dopo la scoperta di 10 casi di positività tra ragazzi ospiti del borgo montano, al centro estivo di Sestriere una settimana fa sono risultati positivi 15 ragazzini. In diversi luoghi di vacanza il Covid sta rialzano la testa e in alcuni casi i primi cittadini hanno preso provvedimenti più restrittivi per la tutela della salute. Ma c’è anche chi minimizza e non ci sta a farsi mettere l’etichetta di località a rischio.

Per esempio Marco Giorgianni, sindaco del Comune di Lipari che comprende sei delle sette isole Eolie, dopo la notizia di un gruppo di turisti milanesi risultati positivi al Covid a Stromboli sostiene che “non si può parlare di focolaio. I positivi sono 14 e in questo momento alle Eolie saremo circa 50mila. Siamo davanti a numeri risibili. Oggi, poi, abbiamo ricevuto l’esito dei primi 60 tamponi effettuati: sono tutti negativi. Domani proseguiremo, ma la situazione è ampiamente sotto controllo”.

Meno ottimisti Rosa Oliva, Nanni Fadini e Federica Rosso, presidenti della Pro Loco di Stromboli e di due associazioni di Panarea (dove il caso accertato per ora è uno solo): “Alla fine è successo – dice Oliva – la mancanza di controlli e il mancato contingentamento dell’afflusso turistico ‘mordi e fuggi’ ha portato i primi casi di Covid anche qui”. “La tutela della salute – aggiunge Fadini – è stata oggetto di tante nostre prese di posizione. Abbiamo sottolineato più volte la necessità di un presidio del 118 e postazioni di controlli Covid. L’8 giugno scorso (senza contare la manifestazione pacifica che si è tenuta a Stromboli ad agosto 2020) avevamo inviato un appello alle autorità competenti perché intervenissero nei confronti dei problemi creati dal turismo incontrollato. Appello, inutile dirlo, ancora senza risposta”. La Federalberghi è preoccupata per le conseguenze sul turismo. “I contagi registrati nell’isola di Salina – afferma il presidente Christian Del Bono – si riferiscono a episodi circoscritti da un paio di settimane. Quello di Stromboli, più recente, ha fatto prontamente scattare il sistema di quarantena e tracciamento. Questi episodi servono da monito e sono utili per ricordarci che occorre continuare a rispettare le regole, soprattutto in ambito privato (cene, feste) dove si creano le principali occasioni di contagio. Mentre continuano ad operare in totale sicurezza le strutture ricettive e i pubblici esercizi, chiamati a rispettare le linee guida”.

Nei giorni scorsi a San Felice Circeo e Ponza è tornato l’obbligo di mascherine all’aperto, insieme ad altre restrizioni anti-contagio. Al Circeo l’obbligo di mascherina in strada è scattato sabato dalle 21 alle 5 del mattino, le ore più intense degli assembramenti giovanili. Maggiore la stretta a Ponza dove le mascherine vanno indossate sempre, “per tutto l’arco della giornata”. Anche qui comunque i sindaci minimizzano: “Il Circeo non rischia di trasformarsi in una micro zona rossa né ci sono le condizioni perché lo diventi”, ha detto il primo cittadino Giuseppe Schiboni, che oggi ha emesso due ordinanze ad hoc. “Piuttosto, come avevo già detto alcuni giorni fa, è necessario ridurre i rischi di contagio all’interno del centro storico dove, complici le sue ridotte dimensioni e l’affollamento serale dovuto alla movida, si creano pericolosi assembramenti. Vista l’impossibilità di mantenere il distanziamento di sicurezza, ho ritenuto necessario inserire l’obbligo di indossare le mascherine, come già fatto un anno fa”, ha detto. Alla prima ordinanza se ne aggiunge una seconda per la chiusura notturna degli esercizi commerciali e lo stop alla somministrazione di alcolici nei locali dalle 2. Mentre il sindaco di Ponza Francesco Ferraiuolo specifica: “Nell’isola abbiamo solo un caso positivo tra i residenti registrato tre giorni fa. Non facciamo allarmismo. In questo momento siamo presi d’assalto coi turisti: molti giovani vengono da Roma, ma non si può dire che si contagiano qui”.

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