Scontro incandescente tra Vittorio Feltri e David Parenzo nel corso della trasmissione “La Zanzara” (Radio24). Il fondatore di Libero, che nei primi minuti risponde con toni goliardici agli sfottò di Parenzo sulla sua candidatura alle elezioni comunali di Milano per Fratelli d’Italia, si infuria irrimediabilmente quando gli vengono chiesti lumi sui suoi rapporti non idilliaci con Alessandro Sallusti, attuale direttore responsabile della testata di Angelucci.
Feltri risponde alla domande di Giuseppe Cruciani su quello che farebbe a Milano nel caso in cui fosse votato consigliere comunale: “Una via intitolata ad Almirante? Se fosse il caso, approverei questa proposta, ma di Almirante non me ne fregava niente quando era in auge e continua a non fregarmene niente oggi. Però una via non si nega a nessuno, neanche a Parenzo. Piste ciclabili a Milano? Non ho mai detto di eliminarle, dico che andrebbero disciplinate in maniera più intelligente. Bloccare il traffico, specie in una città che vive di veicoli che circolano per motivi economici, è una scemenza”.

Poi si pronuncia sul Gay Pride: “A me non frega niente, ognuno fa quello che vuole. Basta che non mi coinvolgano, che lo facciano in ambiti legali, che non ostruiscano il traffico e che possibilmente non rompano i cog***ni alla cittadinanza. Poi per me possono manifestare liberamente la loro stupidità. Del resto, uno capisce da solo cosa sono i Gay Pride guardando i filmati. Forse solo Parenzo non riesce a captare. Ma, ripeto, chi se ne frega, a me non disturbano in modo particolare, tanto non partecipo. Io non sono per proibire un bel niente. A Milano ormai se non sei omosessuale e non ti fai di cocaina, non sei nessuno”.

L’aplomb stoico di Feltri, che anche nella diatriba tra Fedez e Renzi sul ddl Zan precisa che non gliene “frega niente”, si sgretola quando Parenzo lo incalza sulla situazione a Libero.
“Ma a te che ca**o te ne frega? – risponde il giornalista – Fatti i ca**i tuoi, pistola. Pensa alla tua trasmissione televisiva che fa schifo (“In Onda”, ndr) e che non fa un minimo di audience. Stai lì a fare la bella statuina. Che te frega cosa succede a Libero?”.
“Salvate il soldato Vittorio Feltri – incalza Parenzo – Ci sono già un comitato e l’hashtag #nessunotocchiFeltri“.
Feltri si rivolge a Cruciani: “Se questo qua continua a rompere con le sue banalità, io francamente non continuo. Ero qui a mangiare il melone che ho davanti a me”.
“Il melone alle 8 di sera? C’è da lavorare a quest’ora”, chiede Parenzo.

“Ma questo è scemo – commenta Feltri – Devo chiedere a te il permesso per mangiare il melone? Io mangio anche alle 18, che te ne frega, idiota? A Libero non c’è stato nessun litigio. Io ho solo fatto una fotografia della realtà e basta. Non ho litigato con nessuno e continuo a fare il mio lavoro. E continuerò a guadagnare il quadruplo di quello che guadagna Parenzo. Ovviamente continuerò a scrivere su Libero anche se sarò eletto consigliere comunale a Milano. Mica divento impiegato comunale“.
“Potresti devolvere il tuo stipendio per beneficenza a un’associazione Rom, ad esempio”, punzecchia Parenzo.
“Dei mie soldi faccio quello che ca**o voglio – risponde Feltri – Ora piantala, hai rotto. Io la beneficenza la faccio a chi voglio e quando voglio senza dirlo a nessuno. Parenzo è un nanerottolo da giardino, anche bugiardo. Se vuole venire a fare il nano a casa mia, posso prenderlo per qualche ora. Ma non di più perché poi mi rompo i co***oni”.

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