Calendarizzare e discutere le leggi sulla regolamentazione del lobbying e sul conflitto d’interessi, bloccate da tempo in commissione Affari costituzionali, per mettere al riparo il Recovery Fund e garantire la necessaria trasparenza sull’utilizzo delle risorse. Questo è l’appello lanciato nel corso di un flash mob a Montecitorio da The Good Lobby, che ha consegnato le 40mila firme che chiedono con urgenza l’approvazione in Parlamento delle norme.
“Siamo scesi in piazza di fronte alla Camera dei deputati per evocare un futuro che non vorremmo mai vivere: quello in cui le ingenti risorse del Recovery Plan, saranno finite nelle mani sbagliate, finendo per non riuscire a far ripartire l’economia del nostro Paese, dopo la terribile pandemia di Covid-19. Un futuro distopico raccontato attraverso un giornale, il “Senno di Poi”, che abbiamo consegnato dalla nostra edicola “Notizie dal futuro” a cittadini e parlamentari, dato che i disegni di legge sul lobbying e sul conflitto di interessi restano bloccati in commissione”, ha spiegato Federico Anghelè, direttore di The Good Lobby in Italia.
“Siamo ancora in tempo per evitare questo destino. Ma se in questi mesi è mancato un reale coinvolgimento della società civile nelle varie fasi di scrittura del PNRR, ora è indispensabile prevedere strumenti di monitoraggio sull’uso delle risorse”, ha continuato. La richiesta è quella “non solo di una piattaforma digitale in formato open-data che renda disponibili in modo chiaro e facilmente visualizzabile tutti i progetti finanziati, ma anche il loro stato di avanzamento e i beneficiari dei fondi”, hanno spiegato da The Good Lobby. L’obiettivo è quello di prevenire rischi corruttivi e la distorsione dei fondi per fini privati o verso gli interessi della criminalità organizzata.
Se il tema del conflitto d’interessi divide la larga maggioranza che sostiene il governo Draghi, sul lobbying invece, si spiega, “tutti si dicono a parole d’accordo”. Eppure la discussione è bloccata da tempo: “Andiamo in Aula e verifichiamo chi è che sostiene davvero questa proposta”, ha spiegato il deputato M5s Francesco Silvestri, convinto che, al di là dei tempi stretti della legislatura, “ci sia spazio per approvare le norme, ma serve la volontà politica”. Tre sono al momento le proposte di legge in commissione, presentate dall’ex ministra Pd Marianna Madia, dallo stesso Silvestri e dalla deputata di Italia Viva Silvia Fregolent. “Si calendarizzi e si adotti un testo unificato”, è la richiesta partita verso la commissione. Così come l’appello è al governo e al presidente del Consiglio Mario Draghi: “Dopo le parole della ministra della Giustizia Marta Cartabia, è il momento di mantenere le promesse. Il premier rivendichi queste battaglie per il suo governo”, ha aggiunto Anghelé. “Essendoci questa convergenza tra Parlamento e governo, l’occasione è unica per approvare in modo rapido le norme sulle attività di lobbyng”, ha concluso il presidente della commissione Affari costituzionali e deputato M5s, Giuseppe Brescia.

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