di Simona Lanzoni e Martina Daelli

Dal 30 giugno al 2 luglio si tiene il Generation Equality Forum, un’iniziativa globale di United Nation Women (UN Women) che mette al centro le giovani e la società civile impegnata nella difesa dei diritti umani delle donne. Il forum, avviato in Messico a marzo, terminerà in Francia lanciando una serie di proposte concrete, ambiziose e trasformative che permettano di voltare pagina rispetto al contraccolpo che hanno subito i diritti e le libertà delle donne negli ultimi anni.

Rimandata di un anno causa pandemia mondiale, questa iniziativa che si svolgerà online attraversa un momento politico delicato. Infatti, se le misure anti-Covid hanno esacerbato la forbice che separa le donne dagli uomini nell’ottenimento della parità sul lavoro fuori, dentro casa hanno anche mostrato la violenza domestica in tutta la sua gravità; i diritti e le libertà delle donne sono sotto attacco almeno dal 2014/2015. Diversi movimenti reazionari, molto spesso collegati alla politica sovranista populista, hanno guidato in questi anni campagne denigratorie costanti contro i diritti e le libertà delle donne. La strategia utilizzata è stata quella di creare tra la pubblica opinione una narrazione online e offline di malintesi e disinformazione intorno ad alcuni concetti e al ruolo pubblico e privato della donna nella società, suggerendo che i diritti e il movimento femminista o di liberazione delle donne è la causa di molti dei problemi che si presume affliggano la società, la famiglia e siano addirittura responsabili del basso tasso di natalità. Eppure, sappiamo che sono ben altre le problematiche e di certo non è restaurando un nuovo ordine patriarcale che miglioreranno la società e la vita delle persone.

Di fronte a questo arretramento, malgrado la pandemia, le associazioni della società civile organizzata, soprattutto quelle di donne e giovani, non sono certo rimaste a guardare, costruendo a loro volta alleanze transnazionali per resistere e andare oltre, per creare una società più giusta per ogni essere umano e per l’ambiente.

Il Generation equality Forum vede la partecipazione di migliaia di organizzazioni della società civile, di rappresentanze diplomatiche, di esponenti del mondo della filantropia e del settore privato, in un’ottica di collaborazione per l’avanzamento dell’uguaglianza di genere in tutto il mondo.

Le tematiche su cui sono divisi i lavori sono:

1. Violenza di genere;

2. Giustizia e diritti economici;

3. Autonomia fisica e salute e diritti sessuali e riproduttivi;

4. Azione femminista per la giustizia climatica;

5. Tecnologia e innovazione per la parità di genere;

6. Movimenti femministi e leadership;

A queste si aggiunge il patto su donne, pace e sicurezza e azione umanitaria.

Sulla base di questa suddivisione è stato prodotto un documento che vuole essere una guida all’azione dei governi e di tutti gli attori coinvolti per accelerare l’avanzamento nelle diverse aree tematiche.

A Città del Messico, dove si è svolta la prima parte dell’evento tra il 29 e il 31 marzo 2021, il Generation equality forum si è impegnato con tutte le realtà partecipanti a stanziare fondi per l’uguaglianza di genere, le associazioni di donne, infatti, sono sotto finanziate, ed è stata lanciata l’Alleanza per il lavoro di cura, che pesa sproporzionatamente sulle spalle delle donne di ogni età.

In vista di questo secondo incontro, il Civil society advisory group del generation equality forum, ha scritto una lettera aperta affinché si aumentino l’impegno e le risorse per raggiungere l’uguaglianza di genere. La formalizzazione di tali impegni è attesa a Parigi in questi giorni.

Come Fondazione Pangea, da sempre impegnate e impegnati a lavorare per i diritti umani, sulla parità di genere e il contrasto alla violenza, seguiremo questi lavori ed invitiamo a sottoscrivere la lettera, per rafforzare le alleanze esistenti e crearne di nuove.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Spagna, sì al cambio di genere senza cure ormonali e referti medici: governo approva proposta

next
Articolo Successivo

Rider trans, la battaglia di Milo (e tanti altri) per usare il proprio nome sulle app. “Per essere pro-Lgbt non basta un logo arcobaleno”

next