Una legge che è “una vergogna“, “chiaramente discriminatoria” e “va contro ogni valore fondamentale dell’Ue, ossia la dignità, l’uguaglianza, i diritti umani fondamentali”. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa di presentazione del piano di ripresa belga, usa parole nette contro la legge anti Lgbt approvata in Ungheria, che vieta film e libri che facciano riferimento a costumi sessuali diversi dall’eterosessualità ai minori di 18 anni. Bando anche alle pubblicità che rappresentino persone omosessuali o transgender come una parte normale della società, con la motivazione di proteggere i minori dalla pedofilia. Ma a poche ore di distanza, il governo di Budapest reagisce usando le stesse parole di von der Leyen, e bollando come “una vergogna” il suo commento sul provvedimento ungherese. “La dichiarazione della presidente della commissione europea è una vergogna perché basata su asserzioni false”, ha scritto l’esecutivo di Viktor Orban in una nota, aggiungendo che ciò dimostra “un’opinione politica di parte senza che sia stata condotta prima una imparziale valutazione”.

La legge ungherese è stata apertamente condannata anche dalla Cancelliera Angela Merkel che, durante il question time in Parlamento, l’ha definita “sbagliata e incompatibile con la mia concezione della politica”. E sono saliti a 17 i Paesi Ue che hanno chiesto alla Commissione di agire contro l’Ungheria, portandola in Corte di Giustizia per le misure adottate. Sono Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Lettonia, Italia, Grecia, Austria e Cipro. La questione si intreccia anche con l’Europeo attualmente in corso e, in vista della partita di stasera Germania-Ungheria, il presidente del Parlamento Ue David Sassoli ha accettato la richiesta di un’eurodeputata tedesca dei Verdi, Terry Reintke, di illuminare il palazzo del Parlamento europeo con i colori dell’arcobaleno e sarà inoltre issata una bandiera analoga all’entrata della sede di Bruxelles e negli uffici nazionali. La richiesta di Reintke era una risposta al divieto dell’Uefa di illuminare con i colori arcobaleno lo stadio di Monaco di Baviera in occasione del match serale.

Sassoli ha inoltre scritto a von der Leyen, chiedendo alla Commissione di adempiere agli obblighi previsti dai trattati dell’Ue per garantire il rispetto dello stato di diritto in tutti gli Stati membri. “Siamo convinti che vi siano alcune flagranti violazioni dei principi dello stato di diritto da parte di alcuni Stati Membri che devono essere sanzionate – ha detto -. Naturalmente, in assenza di reazioni da parte della Commissione nei tempi assegnati dai Trattati, agiremo contro di essa alla Corte di Giustizia“.

Von der Leyen: “Credo in una Ue in cui si è liberi di amare chi si vuole” – La presidente della Commissione, accogliendo la richiesta dei 17 Paesi Ue, ha chiarito di avere “dato istruzione ai miei commissari responsabili (Didier Reynders, responsabile della Giustizia, e Thierry Breton, commissario europeo per il mercato interno e i servizi) di scrivere una lettera alle autorità ungheresi nella quale esprimiamo le nostre preoccupazioni legali prima che la legge entri in vigore”.

Lettera della quale nel pomeriggio sono stati diffusi alcuni stralci: i due commissari hanno scritto alla ministra per la giustizia ungherese Judit Varga che “un interesse pubblico legittimo è stato utilizzato in un modo che discrimina le persone in base al loro orientamento sessuale”. Se la legge entrasse in vigore, scrivono i due commissari, violerebbe la Carta Ue dei diritti fondamentali, oltre che la direttiva sull’audiovisivo e quella sul commercio elettronico. Reynders e Breton chiedono “chiarimenti prima dell’adozione definitiva della normativa”. Se la legge entrasse in vigore, si conclude la lettera, “la Commissione europea non esiterà a intraprendere azioni in linea con i poteri previsti dai Trattati”.

La presidente della Commissione ha ribadito, come aveva già fatto altre volte, di credere “fortemente in una Ue in cui si è liberi di amare chi si vuole”, che “abbracci la diversità che è al fondamento dei nostri valori e userò tutti i poteri della Commissione per fare in modo che i diritti di tutti i cittadini europei siano garantiti per chiunque e ovunque”.

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