Organizzare la giornata, studiare con i compagni, dedicare un tempo allo svago e all’attività fisica: sono queste le strategie che i maturandi, a pochi giorni dall’esame di Stato che partirà il 16 giugno, stanno mettendo in atto per prepararsi al meglio al secondo anno della prova formato Covid.

Tutti promuovono questa nuova modalità. Pregi: più facile, meno impegnativa, sicuramente adatta ai tempi che corrono. Difetti: le informazioni vengono date all’ultimo momento e dopo due anni di didattica a distanza non tutti sono di nuovo abituati a parlare davanti a più persone. E poi c’è chi la maturità l’ha già fatta che consiglia di stare tranquilli, di non farsi prendere dal panico. Un solo problema: non tutti gli studenti hanno ricevuto la seconda dose di vaccino e molti nemmeno la prima. E, dalle interviste realizzate da ilfatto.it ai maturandi, emerge che molti di loro faranno la prima dose a ridosso o dopo il 16 giugno.

È il caso di Francesca del liceo artistico “Munari” di Vittorio Veneto: la prima dose per lei è fissata per il 26 giugno. Intanto si prepara al meglio: “Il problema è che i professori nelle ultime settimane ci hanno caricato di verifiche e interrogazioni così abbiamo avuto poco tempo per ripassare. Sto studiando con i miei compagni: non tutti riescono a farlo ma credo sia un modo per alleggerire la tensione che in ogni caso c’è”. La preoccupazione di Francesca è tutta concentrata sul fatto che dovrà parlare davanti ai commissari: “Praticamente sono due anni che non siamo più interrogati fisicamente. Temo abbiamo perso l’abitudine”.

La maturità light non prevede prove scritte come in passato, ma solo un maxi colloquio di circa un’ora che parte dall’elaborato che gli studenti hanno preparato sulla base di un argomento assegnato dal consiglio di classe. L’orale continua con la discussione di un testo di lettere, già parte del programma e con l’analisi di materiali (un’immagine, una citazione, etc) predisposto dalla commissione per parlare delle diverse discipline. Il tutto si conclude dedicando del tempo all’esperienza dell’ex alternanza scuola-lavoro e all’educazione civica.

“Il mio elaborato – spiega Francesca – è un video sulla vita del regista Sergej Michajlovič Ėjzenštejn. Mentre per quanto riguarda l’alternanza visto che non l’abbiamo svolta come gli anni scorsi, parlerò degli incontri fatti a scuola”. Qualche problema in più per l’educazione civica: “È stata fatta in maniera confusionaria, non c’era un programma ben definito”.

Francesca non ha ancora deciso come si vestirà ma è certa che sarà sobria e con lei (visto che per le regole Covid si può essere accompagnati da una sola persona) ci sarà una compagna di classe.

Restando tra i liceali c’è Carmen che compie 19 anni domenica e frequenta il classico “Umberto Primo” a Palermo che ha deciso di cadenzare per bene la giornata: “Al mattino mi dedico al programma di italiano; dopo pranzo mi concentro sul mio elaborato”. Unica eccezione prevista è per il giorno del compleanno. A darle una mano dal punto di vista psicologico sono invece i social: “È un modo per condividere l’ansia con altri”.

Carmen si sente che è preparata ma l’agitazione da maturità non manca. Per l’elaborato ha deciso di presentare un tema degno di una tesi universitaria: “La discriminazione di genere nel mondo antico approfondendo il rapporto tra dinamiche di potere e rappresentazione del corpo femminile”. Per quanto riguarda l’alternanza scuola lavoro parlerà dell’esperienza a Unicredit e alla “Via dei tesori” e per educazione civica citerà l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Anche lei approva l’esame light: “Dopo due anni chiusi in casa molti di noi hanno problemi psicologici, meglio questa forma più facile”. Carmen ha fatto la prima dose di Pfizer ma la seconda è prevista a luglio.

Daniele, liceale dello scientifico “Archimede” di Roma riceverà la seconda iniezione il 6 luglio: “Per prepararsi serve solo mettersi a studiare a testa bassa tagliando i ponti con tutto”. Anche lui come Francesco ha scelto di prepararsi con i compagni: “Mi sento pronto. Preferisco questa maturità alle prove scritte, non ho alcun problema a parlare davanti ad una commissione”. Il suo elaborato sarà sullo spazio e il tempo. Unico neo: “Abbiamo ricevuto informazioni sullo schema d’esame alla rinfusa e in maniera caotica”.

Dai licei all’alberghiero frequentato da Carlo (che farà il vaccino il 14 giugno) al “Massimo Alberini” di Treviso: “Da giorni studio ma ciò che conta è tenersi del tempo libero per staccare la testa. Basta andare a fare una passeggiata o leggere altro rispetto ai libri della maturità”. Carlo è convinto che la prova scritta avrebbe dato più tranquillità ma considera il maxi orale una sfida: “Dopo due anni di dad trovarmi a esporre in presenza non sarà facile. Temo di incartarmi”.

Il suo elaborato si basa su due materie: enogastronomia e alimentazione. Anche per lui l’idea di inserire educazione civica all’esame è azzardata: “Non è stata fatta nel migliore dei modi perché è una novità. È una materia dal grande potenziale ma deve diventare più interattiva”.

A dare saggi consigli ai maturandi è Claudia, che a 30 anni ha deciso di frequentare il corso serale del “Torriani” a Cremona per diventare perito meccanico. L’esame di Stato lei l’ha già fatto a 18 anni all’artistico ma ora vuole realizzare il sogno che aveva da bambina: entrare in un’azienda meccanica.

Dopo una vita passata nell’ambito artistico e un’esperienza in quello medico, Claudia (che riceverà la prima dose il 18 giugno), ha deciso di svoltare e ora si prepara alla sua seconda prova con un elaborato dedicato alla gestione dell’azienda metalmeccanica e alla manutenzione umana. A lei vien facile fare il paragone con il passato, con i due scritti e l’orale: “Sicuramente è più facile e più divertente questa. A 18 anni hai timori ma a trenta non si ha più nemmeno l’ansia”. E quando le si chiede di dare un consiglio ai colleghi più giovani non ha dubbi: “Siate sereni, non agitatevi ma soprattutto siate sciolti nel parlare”.

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