La variante Delta (ex indiana) ha imposto al Regno Unito un rinvio dell’eliminazione delle misure restrittive. Diventata ormai prevalente e con una percentuale di trasmissibilità del 60% la mutazione comincia a preoccupare anche il resto d’Europa. E ora anche l’Italia, anche se secondo l’Istituto superiore di sanità al momento la variante B 1.617.2 rappresenta l’1% dei contagi. La mutazione “preoccupa, anche per il focolaio a Milano dove ha colpito un vaccinato” dice l’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università Statale di Milano.
A suscitare più timori è infatti proprio la capacità della variante di bucare in parte il vaccino. “Dalle valutazioni inglesi rimane ancora una protezione dalla malattia dell’80% dopo la prima dose e del 95% dopo la seconda – spiega il ricercatore – quindi è importante eseguire entrambe le dosi e farlo velocemente”. Comunque la variante Delta “buca un po’ il vaccino, quindi permane la convivenza ancora un p’ pesante con dei casi gravi”. La variante Delta del coronavirus già circola. “Il dato finora è basso, ma probabilmente è sottovalutata. Adesso dovremmo farci più attenzione”. Il rischio, “come ho detto fin dall’inizio – ricorda – è che in autunno ci sia un rialzo dei contagi, un colpo di coda del virus”. Quanto a una eventuale stretta sui viaggi per chi arriva dall’Inghilterra, ipotizzata dal premier Draghi, “sarebbe importante – afferma – anche per ribadire che questo liberi tutti della zona bianca non deve farci abbassare la guardia”. Sull’abolizione dell’obbligo della mascherina all’aperto dal 30 giugno giugno in Francia lo scienziato commenta: “Noi aspettiamo ancora un attimo per una valutazione. Vediamo fine luglio come obiettivo per toglierle all’aperto”.

La necessità di tenere alta la guardia con tutte le misure che abbiamo imparato – distanziamento, igiene delle manie e mascherine – viene sottolineato anche Massimo Andreoni, direttore di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali: “Anche se ci troviamo in zona bianca, possiamo continuare a mantenere le misure di contenimento, ossia utilizzare mascherina, distanziamento, lavaggio delle mani”. I comportamenti per prevenire Covid non devono cambiare, per i vaccinati. “Le precauzioni – dice in un’intervista al Messaggero – sono indispensabili per evitare che il virus continui a circolare e possa diffondersi una nuova variante”. “La situazione è abbastanza sotto controllo – afferma Andreoni – e le cose vanno discretamente bene Però non vuol dire che tutto sia finito. Il virus continua a circolare, quindi dobbiamo fare attenzione e avere pazienza fino a quando avremo una condizione sotto controllo, quando sarà vaccinata una quantità sufficiente di persone da avere l’immunità di gregge. A quel punto, essere più tranquilli. Probabilmente dovremo aspettare l’autunno, visto che probabilmente ora avremo un piccolo rallentamento delle vaccinazioni per le decisioni prese dal governo dopo la questione di AstraZeneca. Quindi, è ipotizzabile che raggiungere l’immunità di gregge, auspicabilmente con la riapertura delle scuole. In questa fase – sottolinea – le mascherine vanno tenute, a meno che non ci si trovi in un ambiente esterno e non siamo sufficientemente distanziati. In caso contrario, dobbiamo fare sempre attenzione e continuare a tenere tutte le misure”.

“La vaccinazione – spiega l’infettivologo – l’abbiamo fatta su un numero troppo piccolo della popolazione per poter pensare che sia sufficiente per ridurre la circolazione del virus. Ricordiamo che 40milioni di dosi somministrate non corrispondono a 40 milioni di vaccinati. Dobbiamo ancora tenere le misure di contenimento secondo le condizioni attuali. Quindi, non è che non si possa andare al ristorante ma bisogna stare distanziati. All’aperto, si può stare senza mascherine, ma solo se c’è il distanziamento. Se ora circolasse in Italia la variane Delta – conclude – noi avremmo solo 15milioni di persone che hanno già fatto le due dosi, e sarebbero meno a rischio. Ma i restanti 25milioni, che ne hanno fatto soltanto una, sarebbero protetti solo al 30 per cento. Non dimentichiamo che la capacità di diffusione di una variante è molto rapida. In Inghilterra, quella indiana ha soppiantato l’inglese. Per scongiurare questo pericolo dobbiamo continuare a vaccinare il più possibile, facendo anche la seconda somministrazione. E intanto continuiamo a tenere tutte le misure di contenimento”.

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