Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore della Juventus. Manca solo l’ufficialità, che è attesa nelle prossime ore e arriverà quando sarà risolto anche l’ultimo dettaglio sul contratto del tecnico livornese, ovvero la durata dell’accordo (3 o 4 anni). Il primo a dare la notizia è stato Gianluca Di Marzio via Twitter. Con il ritorno di Allegri sulla panchina bianconera sarà completata la rivoluzione tecnica del club, che in 48 ore ha detto addio all’ormai ex capo dell’area tecnica Fabio Paratici (con la contestuale promozione di Federico Cherubini), al tecnico Andrea Pirlo e visto ridimensionato il ruolo del vicepresidente Pavel Nedved. Quello di Allegri è di fatto un ritorno a casa: sulla panchina bianconera dal 2014 al 2019, ha vinto cinque campionati, quattro Coppe Italia, due Supercoppe e ha raggiunto due volte la finale della Champions League. Non le ha vinte, ma dopo l’era di Lippi è stato l’unico allenatore ad avvicinare la Juventus al massimo trofeo europeo. Per riaverlo a Torino, la società ha battuto la concorrenza dell’Inter (che ha appena salutato Antonio Conte) e del Real Madrid, che non ha trovato l’accordo con Zinedine Zidane. Finita dopo appena un anno, invece, l’avventura in bianconero di Andrea Pirlo, al quale non è bastata la vittoria della Coppa Italia contro l’Atalanta, la qualificazione in Champions e il trionfo in Supercoppa Italiana per avere la riconferma. La sensazione, tuttavia, è che Pirlo abbia pagato più un cambio di strategia politica all’interno del gruppo Exor che non i risultati sul campo, di certo non entusiasmanti ma comunque non pessimi in un anno che si presentava come di transizione.

La mossa della Juventus, unita al mancato rinnovo di Conte con l’Inter, è l’ennesimo atto di una rivoluzione difficilmente pronosticabile fino a qualche giorno fa: di fatto ad oggi sono cambiate addirittura quattro panchine tra le prime sette classificate dell’ultima stagione. Il primo club ad annunciare il nuovo allenatore è stato la Roma, con Mourinho a prendere il posto di Fonseca. Poi, a pochi minuti dalla fine dell’ultima partita del campionato, Aurelio De Laurentiis ha salutato su Twitter Gennaro Gattuso, che dopo 48 ore ha firmato con la Fiorentina di Rocco Commisso. Per la panchina dei partenopei era dato per fatto l’arrivo del portoghese Sergio Conceicao, ma l’affare è sfumato (se mai c’è stato): a quanto pare il prossimo allenatore del Napoli sarà Luciano Spalletti, ex di Roma e Inter. Proprio ai campioni d’Italia è legata la notizia più inaspettata: Suning vuole ridimensionare il progetto, cercando di tagliare l’enorme debito in bilancio. Per questo motivo Antonio Conte ha deciso di non rimanere ed è libero di accasarsi altrove. Dove? Difficile dirlo. In Italia non ci sono panchine appetibili di altissimo livello, mentre in Europa ci sono top club alla ricerca della prossima guida tecnica. Un esempio su tutti: il Real Madrid. E l’Inter? Il ridimensionamento è anche nei sogni: sfumati Allegri e Simone Inzaghi (ha rinnovato il suo contratto con Claudio Lotito fino al 2024), i nomi che circolano sono quelli di Fonseca, Sergio Conceicao e Sinisa Mihajlović. Stando così le cose, le uniche panchine confermate sono quelle di Gasperini all’Atalanta, Pioli al Milan e, appunto, Simone Inzaghi alla Lazio. Il tutto fino alla prossima sorpresa.

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