Dall’anno accademico 2021/2022 le ragazze che si iscriveranno ai corsi di laurea in cui il tasso di frequenza femminile è basso avranno una riduzione delle tasse del trenta per cento. A proporre la svolta in rosa è l’Università “Aldo Moro” di Bari guidata dal rettore Stefano Bronzini. Per la prima volta nella storia dell’ateneo il regolamento delle tasse ha introdotto questa novità con l’obiettivo di incentivare la presenza delle donne nei corsi tradizionalmente appannaggio degli uomini.

Stiamo parlando delle lauree triennali in informatica; informatica e comunicazione digitale; informatica e tecnologie per la produzione del software; fisica; scienze e tecnologie agrarie; storia e scienze sociali ma anche i corsi di laurea magistrale in computer science; Data Science; medicina delle piante; scienze agro ambientali; scienze e tecniche dello sport; scienze strategiche marittimo portuali e sicurezza informatica.

Il regolamento è chiaro: le ragazze con Isee non superiore a 30mila euro, iscritte ai corsi di laurea cui il tasso di frequenza femminile è al di sotto del trenta per cento, entro la durata normale del corso di studio, aumentata di uno, usufruiscono di una riduzione del 30 per cento del contributo omnicomprensivo.

Una decisione presa in linea con il principio della parità di genere sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. A spiegare la ratio di questa decisione al fatto.it è il rettore: “Da uno studio che abbiamo svolto abbiamo osservato che la percentuale di iscrizioni di ragazze nelle scuole tecniche è di un un terzo rispetto ai maschi. L’esame dei flussi di iscrizione ci ha permesso di vedere che c’è una linea consequenziale tra le superiori e l’Università. Abbiamo fatto questa scelta nell’ottica dell’occupazione futura”.

Tante la reazioni positive alla scelta dell’ateneo ma, spiega il rettore, le critiche non sono mancate: “Qualcuno ha detto che così i maschi sono svantaggiati ma è mio compito far capire che le politiche di genere partono da qui. Ci sono direttive europee che ci invitano a intraprendere tutte le azioni necessarie per favorire l’integrazione femminile e noi l’abbiamo fatto”.

Alcuni dei corsi sopra nominati d’altro canto hanno una presenza di donne ridotta persino al 12 per cento. “Non so quali saranno gli effetti di questo provvedimento – spiega Bronzini –, ma son convinto che abbiamo piantato il seme. Dovremo aspettare anni per vederne i frutti. E abbiamo bisogno di riscrivere il modo in cui raccontiamo certe professioni”.

Il rettore assicura che si tratta solo del primo passo a favore di situazioni paritetiche. Ma in quest’anno di pandemia quella delle tasse scontate per le ragazze non è l’unica misura di sostegno. Per andare incontro alle famiglie in difficoltà è stata introdotta la possibilità per lo studente che deve saldare con l’ateneo cifre a partire dai mille euro, la rateizzazione del debito fino a un massimo di sei rate a cadenza bimestrale, senza interessi.

(immagine d’archivio)

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