Sanzioni alla Bielorussia, interferenze di Mosca, pandemia e vaccini ai Paesi poveri. Ma al Consiglio europeo, nel giorno in cui il fondatore di Open arms pubblica le foto di donne e bimbi morti abbandonati sulle spiagge in Libia, il tema migranti è stato soltanto sfiorato, senza alcun dibattito sulla ripartizione tra i Paesi Ue. E per quanto la discussione, come spiega Mario Draghi, possa essere rimandata al prossimo summit di giugno, il presidente francese Emmanuel Macron precisa che anche in quell’occasione non si arriverà a un’intesa, visto che permangono profondi disaccordi tra i Paesi.

In conferenza stampa al termine del summit, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha dichiarato di avere ricordato ai colleghi l’esistenza della questione, da tempo assente negli ordini del giorno dei summit Ue, essendo un tema divisivo, che però tocca non solo l’Italia, ma anche altri Paesi del Sud Europa. “Continueremo ad affrontare il problema” dei migranti “da soli fino al prossimo Consiglio europeo, sta a tutti noi prepararlo bene per arrivare a una soluzione efficace e nel segno della solidarietà”, ha detto il premier, ribadendo che mettere a “dormire” un “problema” come quello delle migrazioni “non lo fa sparire”.

“Avevo detto in anticipo che avrei sollevato il problema dell’immigrazione, ho offerto i numeri delle ultime settimane – ha aggiunto Draghi -. Devo dire che soprattutto da parte di Francia e Germania c’è coscienza del problema, ma anche da parte di altri”. Ma “quanto questo porti a soluzioni comuni e condivise è tutto da costruire. I primi passi però – ha continuato – anche da parte della Commissione, sembrano mostrare una certa consapevolezza che occorre una risposta solidale, non indifferente. Si discuterà più in dettaglio della questione della migrazione nel prossimo Consiglio Europeo. Quello che ho chiesto è che venga inserita nell’agenda del prossimo Consiglio”.

Ma il dibattito, se ci sarà, dice il presidente francese Emmanuel Macron, non riuscirà a sciogliere i disaccordi che persistono tra i Paesi. “Nei colloqui ieri sera e nel bilaterale con Draghi non ci sono state delle discussioni sugli accordi di ripartizione intergovernativi“, e precisa che “abbiamo deciso di avere una discussione a giugno cercando di trovare delle conclusioni pratiche sulla dimensione esterna, quella più importante e sulla quale è realistico che si possano trovare delle soluzioni“. Allo stesso tempo, però, puntualizza, “mentiremmo a noi stessi se dicessimo che a giugno risolveremo il pacchetto migratorio in tutta la sua totalità, i disaccordi sono ancora troppo profondi ed il tema deve ancora essere preparato”.

Macron ha inoltre ricordato che Draghi, nel giorno di apertura del vertice, “ha evocato la situazione sui migranti che si degrada nuovamente nel Mediterraneo centrale e il premier spagnolo ha evocato quella alla sua frontiera sul Marocco e abbiamo avuto una discussione preliminare sul tema su cui ritorneremo al Consiglio europeo di giugno”. Un summit che, come ha chiarito, non sarà però risolutivo. Il capo dell’Eliseo ha quindi fatto riferimento alle “relazioni con i Paesi di origine e di transito e ad una migliore protezione delle frontiere comuni”, sottolineando l’importanza di “avere dei meccanismi robusti e veramente comunitari per non ritrovarci nella situazione che abbiamo conosciuto due anni fa”.

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